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Bianchi: Ferrara in campo nel dopo virus

Fabio Terminali

L’ex rettore: «Agricoltura e ricerca chimica fondamentali. La riapertura delle aziende? Non discutiamo solo di date»

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«La questione delle date non mi appassiona e nemmeno le polemiche visti i tempi che viviamo. Far ripartire le aziende non è mica semplice come premere un pulsante».

Patrizio Bianchi, ex rettore dell’Università di Ferrara e fino a gennaio assessore regionale, è tra i componenti della commissione emiliano-romagnola per la ricostruzione nominata da Stefano Bonaccini. Una delle tante si direbbe, se non fosse che assieme all’economista ferrarese c’è gente del calibro di Romano Prodi e dell’ex ministro Enrico Giovannini. «In realtà dobbiamo ancora iniziare, finora abbiamo raccolto materiali e dati», racconta Bianchi.

LA RIPARTENZA POSSIBILE

Chi non aspetta è la crisi economica e sociale che è alle viste. Ma quando è giusto far ripartire le aziende che sono ancora ferme? «Credo sia una buona indicazione quella uscita dal tavolo regionale dell’altro giorno – risponde Bianchi –. Prioritarie, in questo momento, sono le filiere inserite a livello internazionale e le opere pubbliche cantierabili. Naturalmente rispettando le condizioni di sicurezza in favore dei lavoratori. E dobbiamo ragionare in una prospettiva lunga, agganciandoci alla riapertura reale dei mercati mondiali. Perché va bene riaprire le fabbriche del settore automobilistico, ma se poi non è disponibile la componentistica dove andiamo?».

L’assessore regionale Vincenzo Colla ha parlato del rischio di perdere 350mila posti di lavoro in regione. Secondo Bianchi, «il pericolo è reale e non metto in discussione quella cifra, che se è stata fatta ci saranno ragioni. Sono stati messi in campo dal governo strumenti di tutela importanti per scongiurare tutto questo».

le prospettive di FERRARA

In questione c’è anche il futuro della nostra provincia, storicamente più indietro rispetto al resto della regione. «Ma non possiamo iniziare dicendo che noi ferraresi siamo spacciati – osserva Bianchi –. Proviamo a girare il ragionamento. Ora che in molti sono fermi, puntiamo sulla resistenza del settore agricolo che mantiene centralità e capacità di approvvigionamento. E sul settore delle plastiche: il centro ricerche del petrolchimico ha accumulato grandi saperi e domani, quando i temi ambientali avranno più spazio, saranno fondamentali».

L’ex rettore è esperto di “big data”: «Mai avremmo pensato di stare così tanto in videoconferenza. E guardi che la digitalizzazione di massa che stiamo vivendo finirà per andare a vantaggio delle aree periferiche come Ferrara: dobbiamo imparare dalle disgrazie, come abbiamo imparato dal terremoto». —

Fabio Terminali

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