Copparo, la mascherina diventa accessorio «Dobbiamo usarle, che siano almeno belle»
L’originale idea di un commerciante: «Ne ho vendute cento in appena tre ore. Sono lavabili e certificate»
la storia
Ci sono persone che riescono ad ingegnarsi e a tirare fuori il meglio anche nei momenti più difficili. Una di queste è senza dubbio Fabio Zanforlini, commerciante e imprenditore di Copparo già noto per idee molto originali che è riuscito in tre ore a vendere più di cento mascherine al prezzo di 8.50 euro ciascuna. Perché quelle ordinate da Zanforlini non sono le tipiche mascherine chirurgiche che siamo abituati a vedere, ma «un accessorio di abbigliamento che, purtroppo, in questo momento non può mancare».
alla moda
Mascherine fashion, per intenderci, con colori, fantasie e tessuti che tanto ricordano le tradizionali cravatte o fazzoletti da taschino. «Sono tutte in puro cotone e certificate CE – spiega Zanforlini –, un prodotto a cura di una nota azienda italiana, lavabili e sterilizzabili».
successo inaspettato
Zanforlini è il titolare della tabaccheria La Rivincita e può dunque restare aperto. «Posso prendere ordini e spedirle direttamente a casa –. Il costo è di 8,50 euro ciascuna e ne spedisco minimo cinque. Anche perché nel pacchetto ci sono colori e fantasie diverse».
Adesso siamo tutti a casa e le poche uscite sono per la spesa e qualche commissione. «Ma prima o poi torneremo tutti a lavorare o in giro per le strade e dovremo comunque proteggerci e mantenere le distanze. Non dico che sarà bello perché di bello in questa storia non c’è niente...ma almeno ci sentiremo eleganti, a posto». Le mascherine sono appunto lavabili e all’interno c’è un film idrorepellente che non permette al virus di passare». L’idea è piaciuta moltissimo, tanto che appena postata la foto sui social sono arrivate le ordinazioni: «Ne ho vendute cento in tre ore e le richieste vanno avanti – dice soddisfatto il commerciante –, nei momenti bui la gente ha bisogno di cose belle. E poi le mie sono anche abbastanza economiche, considerato che quelle usa e getta costano almeno due euro».
Molti grandi nomi della moda hanno iniziato a produrne per beneficenza migliaia e migliaia in tessuto non tessuto da donare alla Protezione civile e agli ospedali di tutta Italia: da Giorgio Armani ad Ermanno Scervino, da Gucci a Salvatore Ferragamo, da Prada ad Ingram, da MooRer a Zegna, con Saint Laurent e Balenciaga, Burberry e Dior, Vuitton e Chanel, riconvertend le loro catene produttive. —
Annarita bova
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