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Fondi per le polizie locali in base ai contagi: bufera sull’ipotesi del Viminale

STEFANO BALBONI
Fondi per le polizie locali in base ai contagi: bufera sull’ipotesi del Viminale

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Incredibile metodo di distribuzione dei fondi destinati ai Comuni e legati agli straordinari svolti dalle polizie locali in occasione dell’emergenza Covid-19.

In una nota del Ministero dell’Interno, in attesa di approvazione, sono stati stabiliti i criteri per suddividere i dieci milioni di euro da destinare agli enti locali che hanno utilizzato risorse per l’acquisto di mascherine, guanti e dispositivi di protezione al fine di far svolgere in sicurezza i servizi di pattuglia agli operatori delle polizie locali che attualmente hanno incrementato il controllo sul territorio, su richiesta delle singole Questure.

Ciò che balza all’occhio è il criterio utilizzato per suddividere tali risorse, oltre alla esiguità delle stesse.

Sui dieci milioni previsti, solamente 9,285 milioni saranno distribuiti tra i comuni, mentre 714mila sono destinati alle province e città metropolitane. Ciò che solleva le proteste è l’ulteriore proporzione che vede il 33,33% del totale legato al numero di abitanti, mentre il restante 66,66% tiene invece conto del numero dei contagiati, dato quest’ultimo che non ha nulla a che vedere con le ore di straordinario.

L’esiguità delle risorse vede quindi le polizie locali del territorio ferrarese ricevere una somma più bassa rispetto ad altri territori maggiormente colpiti dalla pandemia. «È un criterio assurdo - spiega Luca Falcitano, segretario regionale aggiunto del Diccap-Sulpl - per i Comuni della provincia di Ferrara che, a parte la zona di Argenta, sono stati meno colpiti dal virus e hanno meno contagi rispetto ad altre zone della regione, ma dove i controlli sono stati comunque svolti secondo le richieste della Prefettura». Molto più equa, secondo Falcitano, sarebbe una distribuzione sulla base degli operatori effettivamente in servizio straordinario. Il Sulpl fa sapere che presenterà a livello nazionale al Ministero una richiesta di modifica a questi criteri di riparto delle risorse.

Sull’argomento interviene in modo molto critico anche il segretario della Funzione Pubblica Cgil di Ferrara, Natale Vitali: «È un criterio assurdo quello indicato nella bozza del ministero che divide il mondo del lavoro ed è basato su dati non omogenei». Secondo la Cgil il sistema di ripartizione non tiene conto che il numero delle persone contagiate è anche in rapporto al numero dei tamponi eseguiti e che non ha nulla a che vedere con le ore di straordinario svolte dalle polizie locali e con i Dpi a loro destinati. «Questo sistema divide il mondo del lavoro e richiama inoltre le vecchie gabbie salariali e un domani in fase di rinnovo dei contratti potrà creare disparità tra sul costo del lavoro di ogni singola realtà e sulle risorse economiche da attribuire alle varie zone».

Un tema scottante dove è indubbio che ai Comuni saranno poche le risorse in arrivo a fronte dei costi sostenuti per i numerosi controlli straordinari messi in atto. —

STEFANO BALBONI

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