Gli industriali ferraresi con Bonomi: ci aiuterà
Il sostegno elettorale al nuovo presidente di Confindustria è stato esplicito Zaina: europeo, vicino all’Emilia e “di macchina”, l’uomo giusto alla ripartenza
Carlo Bonomi, presidente nominato di Confindustria, è «la scelta giusta in questo momento storico», anche secondo gli industriali ferraresi che l’hanno sostenuto assieme ai colleghi di Modena e Bologna. Un incarico da far tremare i polsi, «non è propriamente il momento ideale per assumersi responsabilità di rappresentanza» scherza ma fino ad un certo punto Gian Luigi Zaina, vicepresidente di Confindustria Emilia centro. A lui guardano con particolare fiducia gli industriali ferraresi per la cruciale ripartenza dal lockdown, mettendo in fila le priorità che porranno in occasione dell’assemblea elettiva da effettuare probabilmente prima del programmato 20 maggio.
la scelta
Zaina, rappresentante numero uno degli industriali ferraresi, premette che «tutti i candidati erano all’altezza, come profilo personale e imprenditoriale», riferendosi alla seconda arrivata Licia Mattioli ma anche all’altro candidato in lizza fino al penultimo turno, Carlo Pesenti. La preferenza di Confindustria Emilia centro, oltre che delle piccole industrie emiliane presieduta da Zaina, era caduta sul milanese Bonomi per una serie di ragioni: «È piaciuto molto il suo profilo confindustriale - spiega il rappresentante degli industriali ferraresi - perché l’esperienza al vertice di Assolombarda gli ha consentito di maturare conoscenze e operatività non comuni. Bonomi, imprenditore del biomedicale, ha anche una fabbrica di un centinaio di addetti nel Modenese, ed è quindi particolarmente vicino alle nostre istanze. Inoltre ha mostrato negli incontri svolti con i nostri associati quella vocazione internazionalistica, molto legata all’Europa, che consideriamo indispensabile. Ultimo dettaglio, è ancora giovane (ha 53 anni, ndr) e la sua carica sarà indispensabile».
le richieste
Il momento è ben fotografato dalle cifre diffuse proprio ieri da Confindustria Emilia centro: solo il 10% delle imprese di Ferrara, Modena e Bologna registra un andamento positivo del portafoglio ordini, il 20% è in linea e le altre cadono. Il 94% prevede una riduzione del fatturato, tra il 15 e il 30% per tre imprese su quattro e del 50% e oltre per una su cinque. Il 42% ha già richiesto moratorie alla banche, metà hanno risposto positivamente e le altre sono in attesa.
I tempi e i modi della ripartenza diventano quindi dirimenti per la sopravvivenza di gran parte delle industrie, «i tedeschi non hanno mai chiuso, come i coreani, gli spagnoli stanno già riaprendo. Dobbiamo farlo anche noi, è questo che ribadiremo a Bonomi, nel rispetto delle norme di sicurezza - è il ragionamento di Zaina - Bisogna però vigilare attentamente sui furbetti, perché rischiano di farci chiudere tutti».
Si conta sull’esperienza di Bonomi per oliare gli ingranaggi confindustriali, che saranno chiamati a spingere al massimo nelle prossima settimane, «è vero e siamo particolarmente orgogliosi della nostra struttura. A Confindustria Emilia centro ci sono più di 100 persone attive ogni giorno per aiutare le imprese. Le complessità sono molteplici: si pensi ad esempio che in Ucraina si possono spedire merci, altrove no. Tutte queste informazioni vanno veicolate». —
stefano ciervo
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