Il dopo-lockdown «Ripristino della ztl e mobilità ciclabile»
La proposta delle associazioni ambientaliste Fa paura la fuga dal trasporto pubblico
la proposta
Corsie dedicate alle forme di mobilità alternative all’auto, in modo da convogliare su queste le quote di mobilità che si perderanno dal trasporto pubblico, almeno nelle parti più critiche della rete viaria e delle vie del centro storico cittadino. È questo il fulcro delle proposte anti-ingorghi e inquinamenti di Fiab, Legambiente, Fridays for future e Uisp, per il momento della riapertura dopo il lockdown, viste le difficoltà prevedibili per il trasporto pubblico.
Percorsi pedonali e corsie ciclabili in sola segnaletica, doppio senso bici, strade residenziali a 10 km/h aperte ai pedoni, strade scolastiche, intermodalità bici-bus sono il “menu” di base delle proposte, che si affiancano al piano lanciato dal Pd. Ci sono poi i bonus-mobilità per i cittadini (acquisto bici elettriche, servizi di bike sharing e micromobilità), premialità e rimborsi chilometrici. Costi ridotti per il bike sharing, gratuità per il trasporto bici sui treni regionali. Le associazioni vedono comunque come preliminare il «pieno mantenimento delle misure di equilibrio del sistema della mobilità, come le Ztl (oggi sospesa, ndr), la sosta regolamentata, le corsie preferenziali, indispensabili ancor più ora per gestire il traffico, rendere appetibili ed efficienti le modalità alternative all’auto ed evitare la completa paralisi circolatoria derivante da un “liberi tutti” di spostarsi comunque e ovunque in macchina. L’estensione a tutto l’entromura della Ztl avrebbe questo scopo, così come la realizzazione di sensi unici a doppio senso ciclabile di corso Giovecca e corso Porta Mare».
Le altre proposte organizzative sui tempi della città e mobilità attiva andrebbero discussi in un tavolo-tecnico scientifico con il Comune. —
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