Natura da preservare Nel Piano faunistico quattro aree protette
Dentro oasi e Zrc misure per la conservazione degli habitat Fra gli obiettivi l’incremento della presenza di lepri e fagiani
BONDENO
Ci sono varie aree di Bondeno, frazioni incluse, nel nuovo Piano faunistico per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio, approvato dalla Regione. In particolare, il documento riguarda zone di ripopolamento e cattura (le cosiddette Zrc) ed oasi. Intendendo per la valorizzazione di queste ultime una serie di misure finalizzate alla conservazione degli habitat, mentre per le Zrc vi sono parametri prestabiliti finalizzati all’incremento e riproduzione naturale delle specie selvatiche autoctone. Tese, peraltro, a favorire la sosta e la riproduzione delle specie migratorie, le zone indicate sono considerate il “comparto preferenziale” per l’incremento della lepre e del fagiano, due specie storicamente presenti sul territorio.
«Le norme – spiega il sindaco facente funzioni Simone Saletti – tendono a privilegiare la costituzione di Zrc di estensione non superiore ai 700 ettari, dislocate sul territorio in modo da creare una “rete” di zone di protezione. In modo tale da favorire la migrazione e effetti benefici per la procreazione delle specie tra territori vicini».
LE AREe individuate
Il Servizio territoriale per l’agricoltura e la caccia di Ferrara, a seguito dell’approvazione del Piano faunistico per la protezione della fauna selvatica, ha indicato alcune zone con le caratteristiche adatte per il Bondenese: l’oasi dell’Isola Bonello-Pepoli, che si trova nella zona di Stellata all’interno dell’alveo del Po, e altre zone di ripopolamento e cattura. Vale a dire: l’area di Settepolesini, che sorge a ridosso dell’impianto di estrazione inerti e che tante sorprese ha riservato durante gli scavi, vedendo riportare alla luce fossili di animali preistorici e addirittura di sequoie; e le oasi di Zerbinate e Stellata.
IMPORTANTE VALENZA
La proposta è stata soggetta ad una apposita commissione consultiva territoriale. «Le zone protette del territorio – conclude il sindaco Saletti – hanno una valenza importante e presentano caratteristiche tipiche dei siti di interesse comunitario, anche per gli elementi storici che sono stati restituiti nel corso del tempo, come nel caso di Settepolesini». —
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