«Pareva una febbre come tante» Molinella piange Giuseppe Licari
Socialdemocratico da sempre attivo in politica, persona onesta e libera Il genero: Stava bene, è entrato in ospedale e non lo abbiamo più visto
la storia
«Immensa rabbia, dolore, incredulità per tutto quello che è accaduto. Penso e ripenso perché proprio a noi: è ingiusto, non ce la siamo cercata mai, siamo stati sempre attenti fin dall’inizio quando tutti ridevano e ci dicevano che eravamo troppo esagerati, che tanto era in Cina. Eppure abbiamo pagato il prezzo più alto, senza sconti. Chiamiamola sfortuna oppure ripetiamo come sempre “doveva andare così”». Massimiliano Cinti non trova pace. Suo suocero, Giuseppe Licari, è morto stroncato dal coronavirus dopo settimane di sofferenza. La moglie, distrutta per la perdita del papà, non riesce nemmeno a parlare. Licari aveva 70 anni, abitava a Molinella ed era molto conosciuto in paese come anche a Ferrara per ché da sempre attivo nel mondo della politica. Faceva parte dell’Unione socialdemocratica molinellese, «era una persona onesta e corretta, era per molti un punto di riferimento».
fulmine a ciel sereno
Giuseppe Licari stava bene, era una persona sana e senza particolari problemi di salute.«Tutto è iniziato il 10 marzo con una febbre normalissima, che però non andava mai via. Il medico è venuto più volte ma i sintomi non erano quelli classici. Non potendo più vederlo stare male, abbiamo pensato di portarlo a Budrio ed è arrivata la doccia fredda: i polmoni erano compromessi e il tampone è risultato positivo». L’uomo è stato ricoverato al Maggiore di Bologna, è rimasto in terapia intensiva fino al 6 aprile e sembrava stesse meglio. Il suo cuore ha smesso di battere l’8 aprile.
il dolore
«Questo tremendo virus sa essere spietato, è capace di cancellare con un colpo di spugna tutto, senza neanche lasciarti la possibilità di un saluto - va avanti il genero -. Mi ha insegnato che nella vita conta comportarsi bene, essere onesti e altruisti. Mi ha insegnato a perdonare anche quando mi sembrava impossibile farlo. Diceva che conta quello che sei e quello che lasci agli altri di te. Se potesse vedere quante persone lo ricordano con gioia, amore e passione sono convito che direbbe a tutti “vi voglio bene”». —
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