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aziende in crisi 

Scarpe & Scarpe Da febbraio 11 addetti a Cento sono senza reddito

La catena con 153 negozi in Italia ha presentato istanza di fallimento L’emergenza Covid è stata solo il colpo di grazia 

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Il coronavirus ha dato il colpo di grazia alla catena di negozi Scarpe&Scarpe, presente nella nostra provincia con un negozio a Cento che occupa undici dipendenti (fino a pochi anni fa contava anche un’attività a Ferrara) e 153 negozi in tutta Italia per un totale di 1800 dipendenti.

L’azienda ha presentato istanza di concordato preventivo al Tribunale Fallimentare di Torino, città dove l’azienda che appartiene alla famiglia Pettenuzzo ha la sede principale. Secondo i sindacati, che hanno ricevuto la comunicazione ufficiale dell’istanza di concordato, lo stato di difficoltà aziendale sembra risalire a una situazione pregressa alla chiusura dei punti vendita per l’emergenza sanitaria con la previsione di mancate fatturazioni per circa 50 milioni di euro. I dipendenti hanno ricevuto a oggi solo il 60% della loro retribuzione di febbraio.

Dal primo marzo per nove settimane i dipendenti del negozio centese come tutti gli altri sono stati posti in cassa integrazione in deroga. Data la situazione di oggettiva difficoltà, qualche giorno fa, le organizzazioni sindacali avevano sottoscritto un accordo per la fruizione delle nove settimane di Cassa in Deroga senza però trovare garanzie per il saldo mancante della mensilità di febbraio . Tutti i dipendenti oggi versano in evidente difficoltà al reperimento di forme di reddito a cui si aggiungono tempi di attesa per la riscossione della Cig da parte dell’Inps. I sindacati chiedono all’azienda di poter aprire un tavolo permanente di confronto sullo stato di avanzamento del piano concordatario; sulla gestione dei punti vendita quando sarà possibile la riapertura; sulle azioni aziendali intraprese per fronteggiare la crisi. «La situazione viene seguita dalla nostra segreteria nazionale – affermare Anna Pensa della Filcams-Cgil di Ferrara – in collaborazione con le nostre sezioni territoriali».

Problemi anche alla Conbipel non presente nella nostra provincia con un negozio a Santa Maria Maddalena, Rovigo e Giacciano con Baruchella in Polesine (qualche decina i dipendenti). La storica insegna piemontese della pelletteria da tempo stava attraversando acque agitate, ma la richiesta di concordato preventivo al Tribunale per evitare il fallimento, ha colto comunque di sorpresa i sindacati. Conbipel, tra l’altro, avrebbe smesso di pagare i fornitori di servizi, trascinandoli nella crisi. I dipendenti sono in cassa integrazione e, in attesa che venga erogato l’ammortizzatore sociale, non stanno percependo lo stipendio. —

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