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Emergenza coronavirus a Ferrara
Le richieste dei sindacati 

«Serve un’unica regia per i posti letto Stop ai percorsi sanitari promiscui»

«Serve un’unica regia per i posti letto Stop ai percorsi sanitari promiscui»

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Non basta il bollettino unitario ad amalgamare due sistemi sanitari: Asl e Sant’Anna. Serve una regia unica per tutto il territorio provinciale che regoli la gestione dei posti letto, velocizzi i tempi di risposta ai test effettuati sugli operatori sanitari, renda più rigorosa la distinzione dei percorsi sanitari tra i pazienti Covid (compresi i cosiddetti “sospetti”) e i pazienti non contagiati.

I sindacati mettono l’accento sulle differenze nella comunicazione: da una parte, dicono, le risposte aggiornate sui dati dell’emergenza da parte dell’azienda ospedaliera, dall’altra i tempi più lunghi per le strutture del territorio, gestite dall’Asl, con il rischio di un impatto sulla salute dei dipendenti, dei pazienti e sul funzionamento dei servizi. Le richieste arrivano da Erika Salvioli (Fp-Cgil), Sonia Uccellatori (Cisl-Fp) e Leonardo Uba (Uil-Fpl).

Nell’ospedale di Cento, ha spiegato Erika Salvioli, almeno sette tamponi sono risultati positivi tra i dipendenti socio-sanitari, «un particolare che dovrebbe far riflettere e forse ripensare la scelta sugli ospedali Covid-free, perché l’infezione è entrata dove avrebbe dovuto trovare la strada sbarrata». Il trasferimento di pazienti da un ospedale all’altro («la settimana scorsa da Argenta sono stati trasferiti alcuni degenti positivi, sette si trovavano nell’ospedale di Cento», ha dichiarato Salvioli) e anche tra ospedali e case di cura non ha agevolato il contenimento dell’epidemia perché i percorsi promiscui hanno creato nuove occasioni di contagio». L’evidenza appare dai numeri: all’ospedale Sant’Anna 22 tamponi positivi su 312 (il 7%) conteggiati al 16 aprile, aggiunge la sindacalista, mentre l’Asl conta 71 operatori Covid positivi su 885 refertati, una percentuale simile a quella del Sant’Anna (8%) ma con dati che ieri mattina erano fermi al 12 aprile e con 95 tamponi in attesa di referto.

Un aspetto che merita attenzione, ha aggiunto la sindacalista, è quello relativo ai 37 dipendenti positivi al Santissima Annunziata sui 241 test refertati al 12 aprile (tamponi), un tasso del 15% che non dovrebbe riscontrarsi in un ospedale Covid-free, mentre ieri mattina si attendeva ancora il responso di 83 test. «L’Asl si è rivolta a un laboratorio di Padova, troppo lunga l’attesa di 5-6 giorni. Ora l’ospedale di Cona sta processando anche una parte dei tamponi Asl, 50 al giorno. In una provincia colpita in maniera meno pesante dalla pandemia, si dovrebbero gestire meglio certe situazioni», ha affermato Salvioli. «Almeno un’infermiera della Salus, a Ferrara, è risultata positiva - ha proseguito - ed è stata ricoverata a Cona («ma non era in servizio» ha replicato la casa di cura), un’altra positiva prestava servizio al Santa Chiara ma ha fatto qualche turno alla Salus («Non ci risulta», ha risposto la Salus) e anche due pazienti sono risultati positivi («Sono stati trasferiti qui da Cento e dal Delta come no Covid e il giorno dopo sono stati ricoverati a Cona», ha dichiarato la Salus). Lo screening sul personale, commenta Sonia Uccellatori, indica che metà dei dipendenti del S. Anna è stata sottoposta al test, mentre l’Asl è ancora a un terzo. Leonardo Uba ha concluso ribadendo la richiesta dei sindacati: la gestione dell’emergenza sia realizzata «con un programma unico, senza figli e figliastri». Un invito a migliorare il dialogo tra i due bracci del sistema locale: Asl e S. Anna. —

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