Al Manica crescono gli ospiti positivi E 12 sono ricoverati
La lettera di un operatore della residenza: «Piango ogni giorno per le troppe vittime»
il caso
Al momento la situazione più drammatica vissuta nella nostra provincia a causa del coronavirus è quella della residenza Beneficenza Manica di Argenta. Oltre alle dieci vittime fra gli ospiti (due sarebbero deceduti solo per altre tipologie, ma sono risultati positivi al tampone), resta preoccupante il quadro complessivo con altri 12 ospiti ricoverati negli ospedali di Cona e Lagosanto e cresce il numero dei positivi in struttura, sono infatti passati da 32 a 41 (ad alcuni dei quali viene somministrato l’ossigeno), restandone solamente 19 negativi. Degli ultimi 56 tamponi agli operatori, solo 5 sono risultati positivi e 1 ha avuto un problema di lettura, per un totale di 26 operatori su 80 positivi da quando è scoppiato il contagio. Ricordiamo che ora al Manica vi è la copertura infermieristica h24, con il supporto di personale dell’azienda sanitaria.
il racconto
Intanto, dopo l’intervista pubblicata ieri ad un operatore del Manica, ieri è arrivata alla Nuova l’intervento di un altro operatore: “Scrivo questa lettera in merito alla pubblicazione dell’articolo di un operatore del Manica di Argenta. Aggiungo a sostegno della mia collega che, fin dall’inizio dell’epidemia, ancora prima del 23 febbraio, eravamo consapevoli, io come i funzionari della Cgil, della situazione, monitorata come è prassi, cioé informando e sollecitando il rispetto delle normative a chi ne è di competenza. Il collega sicuramente non era a conoscenza di ciò, in quanto non c’era stata subito l’informazione, quindi non ha detto il falso ma solo quello di cui era a conoscenza. Aggiungo che non ho paura di perdere il lavoro, visto che una volta messa in gioco la vita, cos’altro puoi mettere in gioco? Il funzionario Cgil ha seguito passo dopo passo l’evolversi della situazione, chiedendo alla cooperativa assunzioni, Dpi, procedure di sicurezza e informandone tutti i lavoratori”.
“Ai parenti delle vittime - chiude la lettera -, non so come confortarli, io stesso ogni giorno piango sui numeri dei deceduti e dei positivi. Non posso fare altro che abbracciarli, e aggiungere che fino all’ultimo diamo a loro, nel limite delle nostre possibilità, una dignità di vita. I miei colleghi, molti dei quali positivi, alcuni ancora a tutt’oggi, sono a lottare contro questo sistema che non funziona». —
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