«Cento resterà l’unico ospedale libero da pazienti contagiati»
Il commento del sindaco Fabrizio Toselli sui lavori del tavolo sanitario Il primo cittadino: l’ospedale è aperto e tutti i reparti sono “puliti”
l’intervento
«Ad oggi, dopo lo screening svolto sugli operatori sanitari e sui pazienti, l’ospedale di Cento è e dovrà rimanere Covid Free. Ho chiesto all’Asl che il Ss. Annunziata sia per questo più attenzionato di altri. Priorità ora, è velocizzare lo screening su operatori e pazienti. I test devono essere fatti in maniera sempre più veloce, i risultati dovranno arrivare in tempi brevissimi». È il sindaco di Cento, Fabrizio Toselli, ad intervenire al termine della video-conferenza sociosanitaria che si è riunita ieri, per confrontarsi sui diversi temi che riguardano il territorio, tra cui l’ospedale Santissima Annunziata di Cento.
Al rincorrersi dei numeri dei positivi al Covid emersi dallo screening svolto sugli operatori sanitari dell’ospedale, numeri persino discordanti tra le due aziende sanitarie, Toselli ribatte: «Occorre dire in maniera chiara e trasparente qual è la situazione all’interno dell’ospedale di Cento, senza creare allarmismi. Dalla conferenza sociosanitaria, è emerso chiaramente che il Santissima Annunziata, anche a fronte della riorganizzazione della rete ospedaliera che avverrà nei prossimi giorni, rimarrà Covid Free. Rimarrà l’unico ospedale in provincia a ricevere i pazienti non positivi e continuerà a fare tutte quelle attività legate a cardiologia, chirurgia, ostetricia, day hospital oncologico, ecc. Mentre tutti i pazienti “sospetti” o positivi al Covid-19 verranno immediatamente trasferiti al Delta o a Cona, senza nemmeno entrare nel pronto soccorso di Cento».
Uno scenario del tutto diverso, evidenzia il sindaco, da quello di fine febbraio e fine marzo, quando «due pazienti, con sintomi lievi o asintomatici, hanno avuto accesso e sono rimasti ricoverati nei reparti dell’ospedale di Cento. Prima negativi, poi è emerso invece che erano positivi al Covid. Da qui è partito il contagio. Ma da una settimana, tutti gli operatori e i pazienti sono stati monitorati». Dal sindaco i risultati dello screening svolto sugli operatori sanitari: «Su 314 tamponi e 221 test sierologici fatti, sono emersi 28 positivi, a cui vanno aggiunti i 19 positivi già a casa dai primi di marzo. Il 5%, una percentuale molto bassa. Oggi tutte le persone risultate positive sono a casa in quarantena. L’ospedale è aperto, tutti i reparti, dall’oncologico al percorso nascite, dalla medicina alla chirurgia, sono funzionanti e “puliti». Toselli ha insistito sul monitoraggio di pazienti in entrata: «Dovrà essere veloce e costante. Occorre trovare il modo di effettuare i test e avere gli esiti in maniera rapida. Non è possibile dover attendere quattro o cinque giorni per sapere se un paziente, che entra in Ps con l’appendicite o con qualsiasi altra urgenza, è positivo al Covid-19, pur essendo asintomatico». Secondo aspetto, rimarcato da Toselli, è che “tutti gli operatori sanitari, non solo il Ps o la radiologia, devono essere forniti di tutti i dispositivi di protezione individuale necessari per ridurre al massimo il rischio di contagio». —
Be. Ba.
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