Coronavirus fronte interno
Il fondo del direttore de la Nuova Ferrara
Con le strade ormai vuote da settimane, il virus ha trovato altre vie. Ci trova dove siamo confinati. Rimbalza tra le mura domestiche e, drammaticamente, all’interno delle strutture che ospitano le persone più fragili. I numeri ferraresi sono indicativi. Il contagio dei parenti di persone in quarantena dall’inizio dell’epidemia vale l’11% dei casi, ma il dato degli ultimi quindici giorni è 18%, così come è più che raddoppiata la quota di infezione nelle strutture socio assistenziali, dal 7% riferito all’intero periodo al 15% attuale. Si tratta di quote, frazioni: possono essere lette come la testimonianza che la circolazione del virus fuori non è più massiccia, ma certo inquadrano un fronte caldo su cui intervenire.
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L’indicazione sanitaria è chiara, e va nel senso della separazione. L’isolamento domiciliare deve essere riservato a chi può davvero permettersi di vivere appartato, per caratteristiche dell’alloggio e numero di familiari. Brutale da dirsi, ma se a casa non ha una camera e un bagno d’uso esclusivo, chi viene messo in quarantena dovrà essere indirizzato all’albergo convenzionato o alle altre strutture che l’azienda è pronta ad attivare. Vale per i soggetti positivi come per i sospetti, ma da parte della sanità ci deve essere l’impegno ad abbattere i tempi di diagnosi: è un patto che va stretto con i ferraresi, tanto più che in Regione si sta valutando di allungare la quarantena a tre settimane. Tiziano Carradori, sub-commissario all’emergenza, in parallelo indica la necessità di verificare le condizioni organizzative e strutturali delle case di riposo: se non possono garantire il perfetto isolamento, bisognerà trasferire gli ospiti positivi.
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La crisi fa tornare di strettissima attualità l’organizzazione della sanità provinciale, divisa tra due aziende. I sindaci, come già i sindacati, pretendono un piano di intervento unitario. Per ora. Quando l’emergenza sarà alle spalle torneranno a chiedere l’integrazione compiuta tra le due aziende, magari la fusione.
Buona domenica.
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