«Edilizia, bisogna dare la priorità a cantieri sicuri e appalti pronti»
Il Quaderno operativo dell’Ance regionale, per il settore costruzioni Gli imprenditori: la ripresa economica passa da queste attività
Il progetto
Le associazione di categoria sono impegnate questa settimana a preparare il terreno per la graduale ripresa delle attività. Il piano per la sicurezza sul lavoro di Ance Emilia, l’Associazione costruttori edili, è un “Quaderno Operativo” nato da un gruppo di lavoro composto da imprenditori edili associati e da professionisti di alto profilo nell’ambito della sicurezza, che permetterà al settore edile di lavorare nei cantieri garantendo la massima tutela della salute dei dipendenti, annuncia il sodalizio. Sono state coinvolte in video conferenza quasi 200 persone.
Il piano fornisce ai lavoratori tutte le informazioni necessarie per capire l’importanza di doversi attenere a una serie di comportamenti personali quali il distanziamento sociale, l’uso delle mascherine, l’igiene delle mani. Gli imprenditori edili forniranno a tutti i propri dipendenti i dispositivi per la sicurezza personale: mascherine, guanti, occhiali e, per certe attività, anche camici. Verranno messe in campo nuove regole per l’organizzazione del lavoro in un cantiere: misurazione della febbre prima di iniziare a lavorare, aumento degli spogliatoi per far stare dentro, a seconda delle dimensioni, due lavoratori per volta, separazione dei bagni tra il personale interno ed esterno del cantiere, pausa pranzo scaglionata così da non creare assembramenti nelle mense. «La Regione e gli organi di controllo – dice Giancarlo Raggi, presidente di Ance Emilia – dovrebbero autorizzare la riapertura non tanto in base alle categorie o al codice Ateco delle imprese, ma in base alla capacità di un’impresa di garantire la sicurezza sul lavoro».
Gli aiuti messi in campo dallo Stato, dalla Regione e dai Comuni sono importanti, però Raggi propone un’altra soluzione molto concreta: «Basterebbe far partire tutti quei lavori pubblici che sono già stati appaltati e che sono fermi solo per colpa della solita burocrazia. Per questi lavori, come previsto dai regolamenti dei bandi, i soldi ci sono già perché sono stati stanziati e accantonati. La Storia ci insegna che la ripresa economica di una nazione passa dal settore dell’edilizia. Quindi ci devono far ripartire subito, senza aspettare il 3 maggio». —
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