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La droga recapitata a casa del cliente Così il lockdown cambia lo spaccio

Marcello Pulidori
La droga recapitata a casa del cliente Così il lockdown cambia lo spaccio

Al Grattacielo due appartamenti nel mirino delle forze dell’ordine Il “tutti a casa” costringe i trafficanti alla consegna a domicilio  

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la novità

I buchi nella terra dei giardini del Grattacielo, dove gli spacciatori nascondono la droga quando arrivano le “guardie”, da quasi 2 mesi sono vuoti. Tra i “mestieri” a rischio scomparsa, la disoccupazione malavitosa annovera anche quello delle sentinelle (che nei giardini del Grattacielo sono ben visibili) che di solito avvisano quando all’orizzonte si vede una pattuglia delle forze dell’ordine. Tutti a casa, dura la vita dei trafficanti di morte.

vita dura

Dura, ma non impossibile. Occorre ingegnarsi, ed è quello che spacciatori (e clienti più assidui) hanno fatto. Succede anche questo, ai tempi del Coronavirus. Tiziana Davì l’amministratrice del condominio Grattacielo, preferisce non commentare. Ma i suoi passi li ha già fatti. Carabinieri, Polizia e Guardia di finanza le hanno chiesto “informazioni”, e lei ha fornito tutte quelle di cui è in possesso. Il risultato? Lo spaccio avviene, e non soltanto al Grattacielo, in casa. La novità è questa. Lo spacciatore bussa alla porta, consegna la “merce” e ritira il denaro. Arrivederci e grazie. Le segnalazioni del custode del Grattacielo, Denis, sono molte e dettagliate: c’è via vai per le scale, si notano personaggi che si descrivono da sé, le porte che si aprono e che si chiudono e i pianerottoli più battuti sono sempre, guarda caso, gli stessi. Polizia e carabinieri hanno già individuato almeno un paio di appartamenti all’interno dei quali lo spaccio sarebbe fiorente. Alcune ispezioni “esterne” sono già state effettuate, altre ne seguiranno. Non potendosi muovere, lo spacciatore raggiunge il cliente a domicilio. Così invece della pizza, in questi casi arriva la bustina. Di cocaina, marijuana, eroina. La vita continua e con essa anche lo spaccio. Come? Con nuove regole. Chi deve vendere la droga continua a farlo anche perché le quantità richieste da chi deve rifornirsi più o meno sono rimaste le stesse. A ridursi sono solo gli assuntori occasionali o quelli che vogliono sballarsi nei fine settimana. In questo tormentato angolo del quartiere Gad, cocaina, hashish, marijuana e anche l’eroina continuano a essere vendute anche perché i tossicodipendenti, in qualche modo costretti alla “quarantena”, non possono permettersi di andare in astinenza. Semplicemente è più facile, in questi giorni, consegnare la droga a domicilio, dove il cliente si trova.

i controlli

Peraltro senza poter uscire se non in possesso di uno dei motivi giustificabili. Dai punti esterni dedicati allo spaccio, agli appartamenti. M sempre di spaccio si tratta. La Davì, malgrado tutto, appare fiduciosa e le uniche parole che si lascia sfuggire fanno capire che molto presto altre pattuglie delle forze dell’ordine arriveranno. —

Marcello Pulidori

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