Le gelate hanno falcidiato la frutta «Sgravi fiscali e liquidità immediata»
Le ultime calamità che hanno colpito molti territori emiliano romagnoli hanno messo ko la frutticoltura. «Abbiamo perso il 90% del futuro raccolto di drupacee e con esso è stato compromesso un indotto economico importantissimo. Credo e spero che il nuovo assessore regionale Alessio Mammi voglia agire in fretta rassicurando immediatamente e in modo convincente il settore. Le restanti regioni e/o Paesi produttori di drupacee produrranno in quantità pressoché normali, per cui sarà proprio la nostra regione a essere particolarmente danneggiata». Così Giancarlo Minguzzi, presidente di Fruitimprese Emilia Romagna sull’emergenza frutticoltura. «L’anno scorso la cimice, per cui non abbiamo ancora visto alcun ristoro; quest’anno l’emergenza manodopera legata al Covid-19 e le gelate di fine marzo che hanno colpito il raccolto di pesche e nettarine, susine e albicocche con perdite percentuali tra il 60 e l’80%. Le albicocche in alcune zone sono quasi azzerate. Chiediamo che la zona colpita dalle gelate vada considerata area depressa - continua Minguzzi - Gli sgravi fiscali tuttavia non bastano per aziende che faranno fatica a fare reddito quest’anno: serve anche una iniezione straordinaria di liquidità in tempi brevi». —
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