La Nuova Ferrara

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«Le mascherine del Comune troppo costose e del tutto inutili»

Giovanna Corrieri

Ferraresi (Gruppo Misto) sull’acquisto dall’azienda Grafica Veneta «Altri preventivi dimostrano che si sono sprecati 67.500 euro» 

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il caso

Quanta fretta per l’acquisto di mascherine che la stessa azienda produttrice certifica non assimilabili a dispositivi di protezione individuale, e quindi non utili a proteggersi dal Covid, e che non ha consentito nemmeno un confronto, che sarebbe stato forse utile, fra preventivi: perché si è deciso di acquistare semplici “schermi protettivi” poco prima dell’arrivo delle 155mila mascherine chirurgiche della Regione dell’Emilia Romagna? E perché si è optato per il preventivo di Grafica Veneta a discapito di altri più vantaggiosi?

A chiederlo è la consigliera del Gruppo Misto Anna Ferraresi, che, in una interrogazione al sindaco, esprime alcune perplessità in merito alle scelte del Comune sull’acquisto delle 150mila mascherine da donare alla cittadinanza. Preventivi alla mano, dice Ferraresi, le mascherine dell’azienda Grafica Veneta costano 0,64 euro al pezzo e la spesa totale per il Comune è stata alla fine di oltre 96mila euro. «Per avere un parametro di confronto viene richiesto un preventivo a Montrasio Srl – scrive la consigliera – e si rileva che il costo per ogni mascherina è decisamente inferiore: una confezione da 50 pezzi = 9,50 euro (0,19 cd). Ipotizzando un acquisto di un quantitativo pari a 150.000 mascherine – continua Ferraresi – al prezzo di 0,19 euro al pezzo (ipotetico in quanto riferito al quantitativo di 50 pezzi e non di 150.000) l’importo complessivo incluso Iva è di 28.500 euro contro i 96.075 di Grafica Veneta e un risparmio nelle casse del Comune di €67.500 euro».

La consigliera chiede quindi se siano stati chiesti preventivi anche ad altre aziende, Montrasio Srl per esempio, e di visionarli. In più «il presidente di Grafica Veneta ha precisato che, pur avendo superato i test previsti e ottenuto le certificazioni, questa al momento non si può definire una mascherina bensì schermo filtrante. Questi schermi filtranti non sono in alcun modo assimilabili a dei Dpi, tanto che sullo stesso prodotto è riportata la dicitura “non è un dispositivo di protezione individuale”».

Si ritiene, chiede Ferraresi, che la situazione comportasse «un urgentissimo acquisto di dispositivi per la popolazione che non sono dispositivi di protezione al Covid19»? Specie pochi giorni prima dell’arrivo delle 155mila mascherine chirurgiche della Regione, peraltro «corredate dalle linee guida utili per la corretta modalità di organizzazione e distribuzione non applicate per esempio per il confezionamento e la distribuzione delle “mascherine” di Grafica Veneta».

La consigliera chiede poi lumi sulle risorse per l’acquisto delle mascherine per i dipendenti comunali: «come si intende procedere per l’acquisto di mascherine filtranti per dipendenti (parimenti non a norma nei posti di lavoro) dal momento in cui non sono più disponibili gli iniziali 30mila euro come da delibera, bensì 14mila di fondo spesa, e come s’intende recuperare i 16mila euro mancanti”»? —

Giovanna Corrieri

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