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Rinviate cresime e comunioni A ottobre o addirittura nel 2021

Rinviate cresime e comunioni A ottobre o addirittura nel 2021

Il vescovo Perego ha preso atto del percorso catechistico incompleto Senza la partecipazione della comunità, dice, sarebbe un fatto privato 

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Rinviate per coronavirus anche cresime e comunioni. A dover prendere atto delle difficoltà ormai insormontabili a completare i percorsi di educazione è stato ieri il vescovo Gian Carlo Perego. «Alcune parrocchie sono state in grado, attraverso i social media, di continuare a proporre momenti di formazione, ma non raggiungendo talora tutti i ragazzi. Anche la preparazione al matrimonio è stata sacrificata e alcune celebrazioni del sacramento – pur possibili a porte chiuse, con i soli testimoni, genitori, fratelli e sorelle – sono state rimandate. I tempi della ripresa sono ancora incerti, ma sicuramente andranno oltre il mese di aprile. Per queste ragioni - ha messo per iscritto Perego - è necessario rimandare almeno a ottobre-novembre la celebrazione della Prima Confessione, della Prima Comunione e della Cresima, se non addirittura slittare di un anno, cioè ad aprile-maggio 2021: senza la partecipazione della comunità, infatti, la celebrazione dei sacramenti rischierebbe di essere un fatto privato».

Pure è importante «che la preparazione al matrimonio dei futuri sposi non sia ridotta rispetto al numero di incontri normalmente previsti». Il percorso va completato anche in streaming, scrive il vescovo in un’affettuosa lettera alle coppie, mentre chi ha terminato gli incontri «potrà concordare con il parroco la data della celebrazione del matrimonio», già sapendo che, nel breve, dovrà essere «una liturgia in chiesa a porte chiuse» con pochissimi invitati.

In ordine alla mancata celebrazione delle esequie, sarà necessario – al termine della loro sospensione – stabilire, «con i familiari e con tutta la comunità, la celebrazione di una S. Messa di suffragio per ognuno dei defunti, ma anche di una S. Messa al Cimitero per tutti i defunti» è la promessa di Perego. Centri estivi? Non prima di luglio.

Per aiutare chi è in prima linea sarà rafforzato con un fondo specifico l’attività della Caritas diocesana così come il Fondo Diocesano per il Lavoro, saranno aiutate anche le parrocchie in difficoltà. E un ascolto sarà assicurato a medici e infermieri, «addirittura nel drammatico dilemma di dover “scegliere”, in certe circostanze emergenziali, chi assistere e chi lasciar morire». —

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