Copparo alza ancora la voce «Meritiamo più attenzione»
Il sindaco Pagnoni spiega il no al voto sul bilancio dell’Unione: «Qui oltre la metà degli abitanti In questa emergenza si poteva rimandare l’approvazione»
COPPARO
L’Unione è un’opportunità importantissima, ma servono modifiche. Su questa base il sindaco di Copparo, Fabrizio Pagnoni, parte per commentare il suo voto contrario al bilancio dell’ente, approvato giovedì. E si spiega inserendo diversi elementi di discussione, che andranno sicuramente affrontati in tempi anche abbastanza brevi, per avere risultati adeguati alla aspettative. «Intanto una cosa: in questo bilancio non ci sono richiami all’emergenza Covid-19. Lo si poteva votare, così com’è, a fine dicembre. È un bilancio da “lacrime e sangue”, in cui si aumentano i trasferimenti dai comuni e si riducono al massimo le spese, che potrebbe anche andare nell’immediato ma ha poche prospettive future, senza gli incassi dei velox; ci si poteva ragionare su. Ma sappiamo che appena approvato dovremo modificarlo, perché va inserito tutto il lavoro indirizzato a contrastare l’emergenza virus. Nel dettaglio, si continua a lavorare ogni giorno, ma c’è sempre e comunque la consapevolezza che ci siano modifiche da fare. E di queste modifiche non si parla abbastanza».
Più peso per Copparo, quindi? «Non ne voglio fare un discorso da SpA - risponde Pagnoni -, ma mi sembra logico e corretto pensare che il Comune di Copparo, che ha il 52% degli abitanti e il 52% delle spese dell’Unione non debba finir sempre in minoranza quando ci si confronta. Posso capire il discorso della mutualità, ma è un fatto che Copparo, in passato e ora, abbia sempre garantito servizi, contributi, fornito personale e strutture in misura molto maggiore di altri. E lo ha fatto e lo fa perché si crede in questa grande opportunità. Ma serve anche qualche forma di garanzia per i copparesi, che danno tanto. Con questo bilancio si è voluto accelerare, mentre c’erano i tempi per un discorso più approfondito, comprendente anche l’emergenza a livello strutturale. Poi, ovvio che siamo disposti a continuare il confronto quotidiano e a lavorare per i cittadini. Ma ci sono passaggi e nodi che vanno affrontati, sul piano pratico e politico, per risolvere in modo efficace il presente e preparar meglio il futuro. A esempio, assumere personale senza la sicurezza di poterlo mantenere in attività, o affrontar continui trasferimenti di dipendenti dall’Unione, sono situazioni che vanno affrontate e risolte. Per il bene di tutti». —
alessandro bassi
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