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Il miraggio dei campi estivi Partiranno ma con dei limiti

annarita BOva

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L’estate è alla porte e i bambini, ormai dobbiamo farcene una ragione, a scuola non torneranno più. I genitori che continuano a lavorare hanno ormai dato fondo a ferie, permessi e giocato tutte le carte che potevano per non spendere tutto lo stipendio in baby-sitter. Chi invece è a casa spera di tornare in azienda, consapevole che quest’anno le vacanze molto probabilmente non ci saranno. Ecco quindi che i campi estivi diventano un miraggio, anche per i piccini e i ragazzini che di stare a casa soli non ne possono più.

Non sarà certamente facile gestire la situazione, considerato anche che gli altri anni asili e materne andavano avanti fino alla fine di giugno e offrivano anche il servizio fino a fine luglio, cosa che per questo 2020 quasi certamente non avverrà. E quindi? I Comuni stanno predisponendo comunque i bandi, associazioni e cooperative si stanno organizzando cercando di capire più che altro come fare a garantire la sicurezza che una situazione del genere richiede.

le idee

Gli educatori non stanno cero con le mani in mano e i progetti, sulla carta, sono già pronti. «Dobbiamo dimenticarci di poter lavorare come gli anni scorsi – spiega Matteo Bernard, uno dei responsabili dell’Educamp Frutteti a Ferrara –, il confronto con gli altri colleghi è costante ma al momento non abbiamo indicazioni. Non sappiamo quando ne come poter iniziare ed è questa incertezza che più di tutto rende le cose difficili».

quando partire

Il mese di giugno sembra troppo vicino, si potrebbe partire a luglio. «I gruppi dovranno essere più piccoli in degli spazi più ampi – va avanti Berdard – e dobbiamo eliminare anche tutte le attività e gli sport che prevedono un contatto fisico diretto. Per fortuna di giochi se ne possono fare comunque tanti e lo spazio a disposizione c’è». Per il pranzo, «si dovranno fare i turni e spiegare ai bambini come affrontare la nuova situazione, convinti che loro di problemi da questo punto di vista non ne avranno».

In teoria, per come stanno adesso le cose, i campi estivi potrebbero dunque avere il via. A farne le spese saranno i bambini più piccoli, quelli che hanno meno di quattro anni perché per loro l’accesso alla maggior parte dei campi non è consentito. E questo sarà un altro grosso problema da affrontare per i genitori che dovranno tornare al lavoro e non hanno nonni o parenti a disposzione.

il piano

«Con la ripresa delle attività lavorative dei genitori e la chiusura delle scuole metterò in campo 30 milioni attraverso bandi a sostegno di centri estivi e associazioni che dovranno essere progettati insegnando modalità di gioco diverse, magari, indossando dispositivi di sicurezza – ha annunciato la ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti – Ciò richiederà più presenza di personale e le famiglie avranno un aito per le quoteI bandi partiranno per la metà di maggio». —

annarita BOva

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