Prima vittima dalla Casa Villa Aurora. E nel Torinese un altro lutto ferrarese
Ancora due morti per il virus. Resta l'emergenza residenze anziani argentane. Più positivi ma test veloci eseguiti a Cona
FERRARA. Un decesso in più in ospedali della nostra provincia (e il totale sale a 90) ma anche una vittima ferrarese nel Torinese. Questo il dato sulle vittime di e con coronavirus nella giornata di ieri. Purtroppo, Argenta è ancora una volta protagonista in negativo con la prima vittima proveniente da Villa Aurora, la casa di riposo di San Nicolò dove il contagio è scoppiato da poco più di una settimana. La vittima è un uomo di Argenta di 73 anni, deceduto ieri alle 6. 30 al Sant’Anna di Cona. Si tratta del primo ospite contagiato, quantomeno sintomatico, a Villa Aurora. Due giorni dopo i primi sintomi di un’operatrice, sabato 11 aprile, il 73enne è stato trasportato dal personale del 118 per sospetto coronavirus, considerando che i tamponi sono stati effettuati dopo Pasqua. A seguire vi sono stati altri ricoveri fra gli ospiti della struttura di San Nicolò, oltre che positivi fra il personale.
L'EMIGRATA
L’altra vittima ferrarese è una donna che si è spenta ieri alle 11. 30, all’Istituto Denina di Moncalieri, in provincia di Torino, dove è morta all’età di 95 anni Carmen Droghetti, originaria di Saletta. La donna, emigrata assieme a tanti ferraresi e rodigini negli anni’50 per cercare lavoro in Piemonte, dal 2014 si trovava nella casa di riposo di Moncalieri, cittadina della periferia di Torino dove viveva da decenni, prima con il marito Loris Viola (anch’esso salettese), poi alla morte di quest’ultimo vicino alla figlia Marinella (scomparsa proprio nel 2014) e al genero Gabriele Cuoghi. La Droghetti aveva lasciato la natìa Saletta assieme al marito Loris e alla piccola Marinella, raggiunta nel corso degli anni in Piemonte da altre componenti della famiglia Droghetti, le nipoti Corinna e Dina.
Dopo una vita di lavoro come colf, la 95enne era rimasta a vivere a Moncalieri, avendo vicini gli affetti, ma la sua terra d’origine le era rimasta nel cuore, tanto che con lei bisognava parlare in dialetto. «Aveva una scorza incredibile – racconta il genero Gabriele –, anche dopo la morte del marito non aveva perso il proprio vigore e la voglia di vivere. Negli ultimi anni, dopo la morte di mia moglie, sua figlia, aveva preferito entrare in una struttura, comunque vicina alla sua vecchia casa. Si trovava molto bene lì, io egli altri parenti qui in zona andavamo a trovarla regolarmente. Il suo spirito era battagliero, tanto che alla casa di riposo Denina c’erano ultracentenarie e mi diceva “voglio arrivare anche io a cento anni”».
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PROBLEMI RESPIRATORI
La Droghetti soffriva di alcuni problemi respiratori ed è proprio lì che il Covid-19 ha colpito, in una struttura piccola, ma che conta una ventina di positivi fra gli ospiti e alcuni operatori. «La casa di riposo è stata chiusa già a febbraio, ma il contagio è entrato comunque. Ad inizio aprile ha accusato un po’di tosse e febbre, mi hanno chiamato per avvisarmi che era stata sottoposta a tampone ed era positiva. Veniva aiutata con l’ossigeno, ma data l’età hanno ritenuto meglio non intasare gli ospedali di Torino già sotto pressione. Venerdì mi hanno chiamato per dire che era peggiorata, sabato invece era sparita la febbre ma ieri mi hanno comunicato il decesso». Carmen oltre al genero, lascia un nipote nella vicina Nichelino, l’ultima sorella a Copparo e diversi nipoti nel territorio Copparese.
IL BOLLETTINO
Se le vittime salgono a 90, i nuovi casi di positività sono stati 12 nella giornata di sabato 18 aprile e anche in questo caso viene confermata l’emergenza tutta Argentana del contagio con 5 persone positive sulle 16 sottoposte a tampone: gli altri dati sui positivi riguardano Ferrara, 1 caso, Fiscaglia 2, Ostellato 1, Poggio Renatico 1, Portomaggiore 1, Riva Po 1. Nella giornata di sabato sono stati eseguiti 169 tamponi e di questi ben 157 sono risultati negativi, mentre in totale restano 103 in attesa di risultati. Dunque, si tratta di dati ancora parziali, sui positivi, visto che si attendono gli esiti dei tamponi di cui non si hanno ancora risultati.
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TEST SEMPRE PIU' VELOCI
Proprio su questo, occorre sottolineare che per velocizzare i test, i cui risultati sono fondamentali per poter attuare una tempestiva e differenziata terapia, molti tamponi ora vengono eseguiti in laboratorio a Cona rispetto a quelli esterni usati finora. Non a caso, dai dati resi noti, da martedi 14 a sabato 18 aprile il laboratorio analisi di Cona ha processato 268 tamponi arrivati dall’Usl.
70 POSITIVI SU 280
E tutti risultati sono stati dati nel tardo pomeriggio dello stesso giorno in cui sono stati consegnati i tamponi: bene sul totale dei 268 tamponi, fatti su pazienti, operatori e altri, sono stati individuati subito 70 positivi. Una tempestività della diagnosi sulla positività al Covid che ha la differenza: aumenta sia la capacità di contrastare la diffusione del virus, nella popolazione così come nelle strutture ospedaliere e consente di impostare tempestivamente la terapia, dove necessario.
NUOVI RICOVERI E DIMESSI
I nuovi ricoveri sono stati 23 - più un paziente da fuori provincia -, rispettivamente 18 a Cona e 5 al Delta. Mentre i pazienti dimessi sabato scorso sono stati 4 portando il dato totale dei dimessi/guariti a 157, 124 dall’ospedale di Cona e 33 da quello di Lagosanto Delta. Infine 44 le persone entrate in isolamento domiciliare, 14 quelle ora in sorveglianza telefonica e 3 quelle uscite dall’isolamento e sorveglianza. –
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