Prove di riapertura per l’industria Rientrano centinaia di addetti
Dalla For ai nuovi ingressi di Fca e Berco. I sindacati contro la Prefettura: non ci permette di controllare
I sindacati le hanno battezzate «prove di ripartenza» del sistema industriale, mettendo in contrapposizione la voglia di sperimentare le modalità di riapertura del governatore Bonaccini e la linea di rigore ribadita anche ieri dal premier Conte. Sta di fatto che la giornata di oggi anche per le industrie ferraresi rappresenta uno spartiacque della fase 1, con un congruo numero di nuove aperture in deroga e aumenti delle presenze in fabbriche-simbolo come Berco e Fca. I rappresentanti dei lavoratori sono preoccupati soprattutto per le piccole aziende correlate, quasi impossibili da controllare, ed esprimono giudizi molto negativi sul lavoro del tavolo prefettizio.
al lavoro
Oggi dunque tornano al lavoro diverse centinaia di addetti del settore industriale, alla For di Poggio Renatico, Omc di Bondeno, Sagom Tubi di Cento, Frasma di Ferrara e altre aziende di minore dimensione, «la lista è lunga» fa presente Sandra Rizzo (Fim Cisl). Alla Fca di Cento, ex Vm, rientra in presenza una sessantina tra tecnici e ingegneri del reparto di ricerca e sviluppo, un primo step per riaccendere del tutto la fabbrica di motori che durante l’emergenza ha lavorato solo per la produzione delle valvole utilizzate dalla bolognese Siare, specializzata in ventilatori polmonari: una trentina di addetti impiegati. Sarà una settimana cruciale anche per la Berco, che incrementa del 15% la forza lavoro passando quindi a circa 250 addetti tra turnisti e normalisti. A Copparo, dove si pensa di arrivare al 30% della forza lavoro in presenza tra fine aprile e inizio maggio, saranno attuate in maniera rigorosa le misure di sicurezza, con spogliatoi accessibili per un massimo di tre persone alla volta e mensa, riattivabile da metà settimana, con un unico menu giornaliero confezionato all’esterno.
sicurezza e polemiche
I delegati sindacati per controllare il rispetto delle misure anti-coronavirus non sono presenti nelle piccole imprese. «Ce ne sono tante in partenza, per filiere ferraresi ma anche bolognesi e modenesi - ragiona Riccardo Grazzi (Cgil) - Come le controlliamo, con le Rappresentanze della sicurezza territoriale che sono 14 in tutta la provincia?».
I rappresentanti dei lavoratori hanno assunto negli ultimi giorni toni molto critici nei confronti del lavoro svolto in Prefettura sulle deleghe, «non siamo messi in condizioni di svolgere quanto a noi attribuito per legge, cioè controllare la corrispondenza con filiere indispensabili - dice Massimo Zanirato (Uil) - Abbiamo ricevuto appena un terzo dei nominativi delle oltre 1.300 aziende che lavorano su delega, e per questo abbiamo scritto al Prefetto che parteciperemo ai tavoli solo per ascoltare». I rappresentanti dei lavoratori segnalano un paradosso: in un’azienda del Centese dove era stato siglato l’accordo sindacale per riaprire, sono stati mandati i controlli dei carabinieri ed è finita con un decreto di sospensione. Uno dei venti spiccati in tutta la provincia. —
stefano ciervo
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