Addio a “Pane Vecchio” «Il virus non c’entra»
COMACCHIO
Da tutti era conosciuto con il soprannome di Pane Vecchio, ma all’anagrafe si chiamava Rino Luciani. Il comacchiese si è spento sabato, all’età di 88 anni, all’ospedale di Cento, per problematiche renali per le quali era già in dialisi da alcuni anni. Pescatore conosciutissimo e stimato, Luciani lascia la moglie Giovanna e i figli Raffaella, Carlo e Maria Grazia.
«In tre mesi ho perso mio padre e mio suocero Rino e dieci anni fa – osserva la nuora Antonietta –, se ne è andato anche mio marito Enrico, strappato al nostro amore da un tumore al pancreas. Siamo sopraffatti dal dolore, ma dobbiamo anche fare i conti con la cattiveria della gente, perché qualcuno ha sparso la notizia falsa che mio suocero fosse stato colpito da coronavirus. Ma non è così. Altrimenti saremmo tutti in quarantena».
L’ultimo saluto, con un momento di preghiera celebrato da don Ruggero Lucca, si terrà questa mattina alle 10.30, in forma privata, nel cimitero di Comacchio. —
K.R.
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