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Emergenza coronavirus a Ferrara
il bollettino regionale 

Fase due a macchia di leopardo? Venturi: non è una buona idea

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La riapertura delle attività sulla base dei contagi zero? Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute e rappresentante italiano nel Consiglio dell’Oms, ha richiamato domenica scorsa l’esempio della Basilicata sostenendo che l’idea di avviare una “fase 2” partendo dai territori dove la circolazione del virus è ormai sotto controllo è un’ipotesi plausibile. L’idea però non raccoglie consensi in Emilia Romagna, Regione che, come ha già annunciato il presidente Stefano Bonaccini, spera di poter anticipare al 27 aprile la riapertura di una quota significativa di attività rispetto alla data fissata dal governo, il 4 maggio.

«Non apprezzo queste previsioni di contagi zero - ha dichiarato ieri il commissario regionale per l’emergenza, Sergio Venturi durante la consueta diretta Facebook pomeridiana - Ad una di queste ero anche particolarmente affezionato: quella che indicava nel 25 aprile la data della “liberazione” dal virus per la nostra regione. Mi sembra molto improbabile che ci arriviamo in pochi giorni. Forse però in qualche provincia ci siamo così vicini che potrebbe succedere».

Venturi non nasconde la sua cautela: «Noi potremo accontentarci di avvicinarci a quota zero. Ma non so se il traguardo contagi zero è veramente realistico. Con il virus dovremo convivere. Qua e là i virologi si attendono comunque nuovi contagi, ma riusciremo a isolarli e trattarli fino a quando non avremo un rimedio definitivo».

Attualmente la regione è «tra il semaforo giallo e quello verde - ha proseguito - prima eravamo sul semaforo rosso. Forse qualcuno arriverà prima di altri al semaforo verde, ma non per questo penso che alla “fase 2” si aprirà prima in una provincia e poi in un’altra. Non credo sia una buona idea, forse più che sul numero dei contagi bisognerebbe basarsi su una serie di indicatori che danno anche la capacità e la prontezza di una Regione di reagire su malattia e focolai».

Non si prevedono, quindi, aperture a macchia di leopardo in Emilia Romagna anche se non c’è ancora una posizione ufficiale, una decisione che - se venisse assunta sulla base dei contagi - potrebbe agevolare alcune realtà, come Ferrara o Ravenna, rispetto ad altri territorio colpiti più pesantemente dalla pandemia.

Sul fronte dei dati, ancora una volta si mescolano caldo e freddo. È in calo da giorni il numero dei morti ma resta alto: ieri il bollettino regionale ne contava ancora 56: 25 uomini e 31 donne (esclusa Ferrara, 12 residenti nella provincia di Piacenza, 6 in quella di Parma, 12 in quella di Reggio Emilia, 8 in quella di Modena, 8 in quella di Bologna, 1 in provincia di Ravenna,1nella provincia di Forlì-Cesena, 5 nella provincia di Rimini. «Ma devo sempre raccontare che i decessi non rispecchiano esattamente la temporalità, spesso arrivano con qualche giorno di ritardo - ha rimarcato Venturi - Non è mai un numero che possiamo dare come se fosse esattamente del giorno prima». Calano invece i ricoveri (-22) e gli ingressi in terapia intensiva (-6). —

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