La prefettura sospende altre 16 piccole aziende
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Salgono di 16 unità le aziende bloccate in provincia di Ferrara dalla sospensiva della Prefettura, per insufficiente contributo alle filiere indispensabili. Lo ha comunicato ieri al tavolo di coordinamento il viceprefetto vicario Pinuccia Niglio, fornendo la lista: si tratta quasi per intero di micro-aziende, dalla toelettatrice per cani a due officine meccaniche centesi, dalla piccola impresa edile al ristorante cinese. Parziale eccezione è la storica Blitz Star di Dosso, ce fa chiusure lampo. Al momento sono quindi 34 le aziende sospese. Tra di loro c’è anche la Fira radiatori di Dosso, che fa parte di un’importante gruppo nazionale e che aveva raggiunto l’accordo sindacale per lavorare in sicurezza con distanziatori e dispositivi, ma che si è vista arrivare per controlli i carabinieri inviati appunto dalla Prefettura.
Questo episodio ha mandato su tutte le furie i sindacati, che già avevano inviato al prefetto Michele Campanaro una lettera polemica sul mancato coinvolgimento del tavolo sulle deleghe, questa appunto la loro accusa, per quanto riguarda le condizioni di sicurezza delle aziende che proseguono l’attività. Di qui la decisione di Cgil, Cisl e Uil di partecipare solo come uditori, e lo scambio di lettere con il prefetto dai toni piuttosto duri.
Ieri la tele-riunione del tavolo è durata una ventina di minuti, nel corso dei quali si è preso atto della progressiva espansione delle richieste di deroga alle attività che si allacciano anche alle sub-filiere, a loro volta agganciate alle filiere indispensabili (alimentare, medicale ecc.). Oggi pausa, si riprende mercoledì, nell’attesa che il governo sancisca nuove modalità. —
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