Morte cinque donne. Lutti a Comacchio Denore, Casumaro, Mezzogoro e Poggio
Una delle vittime colpita dal virus all’intestino, il figlio: non era nemmeno intubata. Pochi positivi, 96 fuori dall’isolamento
FERRARA. Sono cinque le nuove vittime del coronavirus comunicati ieri per la provincia di Ferrara. Sono tutte donne, anziane, decedute negli ospedali Lagosanto e Argenta (una). Le vittime provenivano da Denore, Casumaro, Comacchio, Mezzogoro e Poggio Renatico e avevano tutte patologie pregresse. Le vittime negli ospedali del Ferrarese salgono così a 95. Solo la donna di Denore nata nel 1940 (aveva 79 anni), è spirata ad Argenta. Era entrata al Mazzolani Vandini con altre patologie il 10 aprile, è deceduta venerdì ma l’esito del tampone (positivo) è arrivato solo ieri. Aveva 89 anni la vittima di Casumaro, era stata dimessa dall’ospedale di Cento il 23 marzo, tornata al pronto soccorso il 14 aprile e spirata sempre venerdì 17 al Delta, ma la conferma del tampone positivo è arrivata soltanto ieri. Era nata nel 1933 la donna poggese deceduta al Delta domenica: da alcuni anni si trovava in una casa di riposo di Ferrara, era entrata in ospedale il 21 marzo. La vittima comacchiese aveva invece 82 anni, entrata all’ospedale di Lagosanto il 14 aprile, è morta domenica: lascia due figli, la nuora, il genero, i fratelli, i nipoti ed anche un pronipote. Oggi alle 10 l’ultimo viaggio al tempo della cremazione.
COLPITA ALL'INTESTINO
La donna di Mezzogoro di 88 anni era ricoverata dal 15 marzo ed è deceduta ieri alle 7 Delta. Si chiamava Giuseppina Remari, ospite da 3 anni nella casa famiglia di Mezzogoro, dopo un ricovero durato ben 39 giorni. Vedova da 14 anni, l’anziana era stata accolta, nel 2017, nella casa famiglia del suo paese, «ma non era affetta da patologie gravi – racconta il figlio Daniele Fochi –; purtroppo il suo fisico ha ceduto tutto in una volta, perché non era in terapia intensiva, in quanto il coronavirus non le aveva colpito i polmoni, bensì l’intestino. Solo questa mattina alle 6. 50, quando mi ha telefonato il medico di guardia del reparto, ho appreso che aveva avuto all’improvviso una grave crisi respiratoria e non ce l’ha fatta».
L’anziana era ricoverata nell’ospedale di Lagosanto dal 12 marzo scorso, al sopraggiungere di una febbre accompagnata da sintomi respiratori blandi e da problematiche più rilevanti a livello intestinale. «Ho visto mia madre per l’ultima volta il 6 marzo scorso, poi dal 10 marzo sono arrivate le norme restrittive, che ci hanno impedito gli spostamenti, ma anche di visitare i pazienti nelle strutture assistenziali – prosegue il figlio Daniele, che vive al Lido degli Estensi, dove gestisce una pizzeria –; il tampone eseguito in ospedale ha dato esito positivo, ma la saturazione era buona, a 96». Durante tutto il periodo della degenza ospedaliera l’88enne di Mezzogoro, che non era neppure intubata, si è tenuta in contatto con i familiari attraverso uno smartphone gentilmente messo a disposizione, proprio per tenere vivi gli affetti in un momento di così grande difficoltà, non solo dal punto di vista fisico, ma anche emotivo.
Giuseppina Remari per una vita si è dedicata alla famiglia e al duro lavoro nei campi, dapprima come operaia agricola e dopo il matrimonio, nella conduzione della piccola azienda del marito Verado. «Mio fratello Gabriele vive in Sardegna da molti anni – prosegue Daniele Fochi – e purtroppo non riuscirà domani a raggiungere Mezzogoro, per l’ultimo saluto alla nostra mamma. Anche questa è una conseguenza del coronavirus». Dopo il momento di raccoglimento nella camera mortuaria, in forma strettamente privata, che si terrà domani mattina, la salma sarà trasportata, a cura delle Onoranze Funebri Zanellato, al Giardino della cremazione di Copparo. Daniele Fochi ringrazia tutto il personale dell’ospedale del Delta per le amorevoli cure prestate alla madre.
USCITI DALL'ISOLAMENTO
Secondo i dati provinciali del bollettino sanitario aggiornato alle 18 di ieri, i nuovi positivi sono 16, i nuovi ricoveri 18 e i tamponi in attesa di esito 122. Le persone entrate in isolamento domiciliare 5, sotto sorveglianza telefonica 4 e quelli usciti dall’isolamento sono 96. –
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