Residenza anziani di Codigoro «Modello contro la pandemia»
Il “nodo” dell’assistenza sanitaria a prova di contagio nelle residenze per anziani e per disabili resta, purtroppo, ancora da sciogliere e non solo a Ferrara. È questo, certamente, uno dei terreni su cui enti locali, ma anche il governo e le autorità sanitarie, dovranno intervenire per contenere oggi i focolai in atto e ridurre il rischio che possano ripresentarsi in futuro situazioni fortemente critiche. Non mancano però gli esempi positivi. Uno l’ha citato il commissario straordinario dell’Asl, Claudio Vagnini, che ha indicato come modello, durante la Conferenza socio-sanitaria di sabato scorso, il risultato ottenuto dalla Cra (Casa Residenza per Anziani) di Codigoro. La gestione della struttura accreditata, convenzionata con Asl e Comune, è affidata alla cooperativa Cidas. Trenta i posti nella residenza (che ha sede nella locale Casa della Salute) per persone non autosufficienti; 32 gli addetti: coordinatore, responsabili dei servizi, infermieri, fisioterapisti, medico, animatore, oss, parrucchiere/estetista, addetti alla pulizia e sanificazione.
Dall’inizio dell’emergenza sanitaria, a fine febbraio, la Cra ha registrato una circostanza critica (una ospite risultata positiva, posta in isolamento e poi ricoverata in ospedale, dove è deceduta), che conferma la capacità del virus di insinuarsi in ambienti e contesti dove dimorano persone fragili, particolarmente esposte a rischio durante un’epidemia.
Come ha agito la Cra? «Sono stati effettuati test sierologici e tamponi su tutti gli operatori e il test tampone su tutti gli ospiti. Tutti sono risultati ad oggi negativi», precisa la cooperativa.
Sbarrare la strada alla propagazione del virus rappresenta una sfida per ogni sistema sanitario e certe volte le circostanze aiutano. Ma l’applicazione delle regole di protezione e la capacità di farle rispettare ha un’importanza tutt’altro che secondaria. Il sistema di contenimento adottato a Codigoro, evidenzia la Cidas, contempla l’acquisizione di dotazioni di protezione individuale, isolamenti precauzionali e sanificazioni di ambienti. «Se ci sono sintomatologie sospette - sottolinea la cooperativa - l’ospite viene prontamente isolato in un’area dedicata, anche con tampone negativo, fino alla guarigione».
Tra le “ricette” adottate, ce n’è anche qualcuna che guarda oltre il semplice contenimento fisico del contagio: senza abbassare le misure precauzionali, l’impegno degli operatori - sottolinea il gestore - è anche quello «di garantire la serenità e il benessere degli ospiti, continuando a svolgere le consuete attività quotidiane e adottandone di straordinarie, come le videochiamate con il tablet per i parenti che al momento non possono entrare in struttura».
Infine, l’animazione e la fisioterapia: vengono svolte in modo individuale, per ridurre i contatti e permettere comunque il necessario supporto terapeutico. —
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