«Congratulazioni, dottore» Già mille laureati via web
Forse avrà un impatto scenografico minore, ma certo la laurea vale, e varrà, come quella ottenuta prima della emergenza Covid-19. Parliamo degli esami “a distanza” all’Università di Ferrara (oltre 23 mila iscritti) e, nello specifico, dell’ultima sessione, quella di marzo, di esami di laurea. Nel corso della quale, in pochi giorni, sono diventati “dottori” oltre mille universitari. Mille nuovi laureati che hanno raggiunto il tanto agognato diploma di laurea online. Niente strette di mano, nessuna festa in centro città. Emozioni che si spera si possano riassaporare a breve, emergenza sanitaria permettendo, ovviamente. Ma certo nella sostanza nulla va a scalfire il prestigio di aver discusso la propria tesi di laurea attraverso un computer.
«Sono numeri importanti – spiega il professor Livio Zerbini, dell’Università di Ferrara, direttore del Sea, Sistemi E-learning Ateneo il gruppo di studio e di supporto a tutta l’attività universitaria “a distanza” – numeri importanti che ci hanno consentito – prosegue Zerbini – di consolidare l’accesso, necessario in questa fase di emergenza sanitaria, alla didattica online. E i mille studenti laureatisi nella sessione di marzo dimostrano l’efficacia del sistema universitario ferrarese. Devo anche dire – sono sempre parole del professor Zerbini – che l’impulso dato in questo senso dal rettore Giorgio Zauli si è rivelato decisivo». Da tempo, e Ferrara è stata uno dei primi atenei a partire con questa innovazione, gli studenti hanno la possibilità di seguire le lezioni in diretta streaming sul loro cellulare, ma anche di usufruire e accedere alla piattaforma appositamente creata dove trovano, registrate, tutte le lezioni che intendono seguire e che magari hanno perso, basti pensare agli studenti lavoratori. «Così come credo sia importante ricordare – riprende il prof Zerbini – che la nostra Università è arrivata ad avere la copertura totale “in rete” delle lezioni di ogni singolo dipartimento».
Sempre nella sessione di marzo ci sono altri numeri interessanti: come, ad esempio, gli oltre 5 mila studenti che hanno sostenuto un esame “a distanza” e, ancora, i 7. 500 iscritti alla sessione di esami aggiuntiva iniziata il 15 aprile e che terminerà il 15 maggio.
«Anche questa – sottolinea Livio Zerbini – è stata una scelta motivata dalla volontà da parte del nostro ateneo di venire incontro, sempre e il più possibile, agli studenti. Ed è giusto anche sottolineare – conclude il professore – come questa fase di obbligo delle distanze servirà anche per la metodologia didattica una volta usciti da questa emergenza sanitaria. Ed anche in questo senso Unife è stata una delle prime in Italia, già in anni trascorsi, all’avanguardia in questi importanti servizi agli studenti». —
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