«È la crisi più grave degli ultimi 80 anni Servono sforzi unitari in aiuto al territorio»
Il sindaco portuense Minarelli in prima linea No al lavaggio stradale: i benefici sono dubbi
l’intervista
Anche il territorio portuense è in questo periodo messo in grave difficoltà a causa dell’emergenza coronavirus. Accanto ai temi più strettamente sanitari ne emergono altri e il sindaco Nicola Minarelli è in prima fila nel tentativo di risolverli.
Partiamo dal territorio e dalla sua economia: commercio, agricoltura, industria. Quel è la situazione?
«È ovvio che anche localmente rispettiamo le norme del codice Ateco del Dpcm e naturalmente siamo disponibili ad attivare in ogni momento tavoli specifici con le realtà produttive e commerciali del nostro territorio per confrontarci, cercare le soluzioni migliori e perché convinti che solo tutti insieme possiamo uscire dalla emergenza socio-economica più grave degli ultimi 80 anni».
Passiamo a un altro argomento di cui si parla: perché il Comune di Portomaggiore non ha ancora fatto la disinfezione delle strade e altri luoghi pubblici, a differenza di altre realtà?
«Non ci sono prodotti che sanifichino le strade in maniera incisiva. E badi, non lo dico io, ma l’Istituto Superiore di Sanità, l’Ispra e altri enti. Affermano pure che anche l’amuchina (il suo equivalente per le strade, ovviamente) non serve. Anzi. Sostengono che il prodotto usato a fronte di dubbi benefici provoca sicuri danni collaterali all’ambiente, agli animali e anche alle persone».
Scusi sindaco, ma allora perché tante altre realtà fanno la sanificazione?
«Quello che i Comuni cui lei fa riferimento fanno è un semplice lavaggio delle strade chiamato impropriamente “sanificazione” e che nulla ha a che fare con il virus e la lotta alla sua diffusione. Io mi attengo alle linee guida della catena di comando nazionale e regionale che fino ad ora non ha previsto questo tipo di intervento. Se decideranno diversamente noi ci adegueremo immediatamente».
Altro tema caldo: le mascherine. Consigliate, obbligatorie, introvabili, fondamentali per molti virologi, facoltative secondo l’Oms. Si rischia a questo punto il caos totale nella mente del cittadino. Come siamo messi a Portomaggiore?
«È vero. Grande è la confusione sotto il cielo. Per fortuna negli ultimi giorni ne sono arrivate, in Comune, diverse tipologie e con il contributo determinante del volontariato le abbiamo imbustate e inserite nelle buchette postali. Mi risulta che anche nelle ferramenta sia ora possibile acquistarne dei pacchetti, credo, da dieci esemplari». —
Mario Bellini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
