Fabbri (Pd): «Roma sostenga le imprese del settore turistico»
Il consigliere regionale primo firmatario di un documento di richieste Nel piano previsti anche ammodernamenti ad alberghi e case
Il documento
Nella sua qualità di consigliere regionale, Marco Fabbri ha redatto e sottoscritto, come primo firmatario, insieme ad altri consiglieri, tra cui Marcella Zappaterra e l’ex assessore Palma Costi, un documento che impegna la Giunta Regionale a richiedere al Governo misure di sostegno alle imprese del settore turistico.
«Oltre alle risposte immediate, in termini di sussidi alla popolazione e di aiuti alle imprese – ha messo nero su bianco Fabbri –, occorre programmare politiche di lungo corso, per il rilancio delle imprese, anche ricorrendo a nuovo debito pubblico. Nel settore ricettivo, in particolar modo, occorre favorire l’ammodernamento delle strutture, – aggiunge il consigliere regionale –, per continuare ad essere competitivi su mercati internazionali sempre più aggressivi». Inevitabile il cambio dell’offerta ricettiva sul litorale, a seguito della’emergenza sanitaria da Coronavirus ed è proprio in funzione di questo che Fabbri ed altri 12 suoi colleghi consiglieri regionali, chiedono d’incentivare gli investimenti «per l’adeguamento ai nuovi bisogni, che proprio questa crisi sta creando, ma anche procedure per l’ammodernamento, non più procrastinabile», tramite sistemi automatizzati di check in e check out, di assistenza da remoto, di interventi di purificazione e sanificazione per ambienti. Grazie alla domotica, cioè l’applicazione della informatica alle abitazioni, si dovranno innovare le strutture adibite all’accoglienza, consentendo di non toccare interruttori, pulsanti di ascensori, «senza scordare l’adeguamento sismico ed energetico, che rimangono priorità indiscussa».
Il rilancio dell’industria turistica passa attraverso la riqualificazione delle imprese ed il ricorso al credito d’imposta sino a raggiungere il massimale del 100% delle spese sostenute.
Nel documento che impegna la Giunta Regionale vengono, infine, invocate forme più snelle di cessione del credito, strumento fino ad ora considerato come «un cortocircuito del sistema finanziario», perché elusivo del sistema legato alla contrazione di nuovo debito pubblico. —
K. R.
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