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In discoteca si balla il requiem «Rischiamo di non riaprire più»

Fabio Terminali

Moretti (Silb) lamenta l’indifferenza del governo sulla crisi del settore E dopo lo stop l’attività dei locali sarà da ripensare: addio sale affollate 

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il caso

Chi rischia davvero grosso di questi tempi sono i titolari di discoteche e sale da ballo: spazi da codice rosso, come si può facilmente intuire, dati i pericoli di contagio. «L’auspicio è che non ci lascino per ultimi, vorrebbe dire la nostra morte, senza giri di parole. Non si può andare oltre ottobre per riaprire, altrimenti molti locali rischiano di non farlo mai più», avverte Michele Moretti, presidente provinciale di Silb-Confcommercio.

È l’intero settore dell’intrattenimento notturno a lanciare l’allarme. Quasi scontato che la prossima sarà un estate senza balli, il punto è però sopravvivere ai mesi che seguiranno. E le prime avvisaglie non sono certo positive, se Moretti sottolinea che «il governo non ci ha dato nessun ascolto: qui servono incentivi, sovvenzioni, denaro a fondi perduto, invece il ministero della Cultura ha concesso contributi agli autori: bene, però nel comparto ci sono anche le imprese».

«non siamo multinazionali»

Aziende che non sono certo colossi capaci di reggere uno stop prolungato, «pensi a quelle attive solo d’estate – prosegue Moretti –, quelle più legate al turismo, che a questo punto rischiano di restare ferme 16-18 mesi. Le nostre realtà non fanno parte di grandi catene nè possono contare su investimenti multinazionali, come quelle di Ibiza dove peraltro le disdette delle prenotazioni sono arrivate al 70%». La conseguenza, «come ai tempi del colera», dice il rappresentante del Silb, è piuttosto raggelante: «Sopravviveranno solo i più forti tra di noi».

distanziamento obbligatorio

E anche quando si riapriranno i battenti occorrerà fare i conti con la logica del distanziamento sociale. Una nuova era, in pratica: addio locali affollati e sudori che si mischiano.

«Faremo un po’ come i ristoranti e gli stadi – osserva Moretti –. In sale che possono ospitare mille persone, ce ne staranno 250. Ma che fascino avrà una discoteca vuota? A quel punto la gente giudicherà e forse deciderà di non andarci più». —

Fabio Terminali

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