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Mascherine gratuite messe in vendita Commerciante denunciata per peculato

Daniele Predieri
Mascherine gratuite messe in vendita Commerciante denunciata per peculato

Ferrara, piazzava le chirurgiche della Regione ai clienti del chiosco, ma il vicesindaco le aveva segnate. Blitz della Finanza

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Ha 50 anni, gestisce da decenni l’edicola a Ferrara, all’angolo di via Bologna e Krasnodar, e ieri mattina è stata portata via dagli ispettori su un’auto della Guardia di finanza come una “ladra”, per aver rubato qualcosa a tutti noi cittadini: perché oltre ai giornali e il resto in vendita nel chiosco, l’edicolante rivendeva le mascherine gratuite della Regione distribuite in città dal Comune a negozi ed esercizi aperti. Le rivendeva a 2, 50 euro l’una, per forse duecento pezzi degli almeno 300 consegnati al chiosco per la distribuzione, le altre le avrebbe effettivamente regalate. E adesso? Inutile usare le parole più morbide: la donna si è rovinata la vita per poche centinaia di euro, rischia una pena dai 4 ai 10 anni di carcere.

Ladra con l’aggravante

È stata denunciata per “peculato”, il reato del ladro che ha un ruolo pubblico: perché lei in quel momento, dentro l’edicola, era una persona incaricata di pubblico servizio con l’aggravante di svolgerlo in emergenza coronavirus, per aver avuto in gestione un bene di tutti noi cittadini, offrendo un servizio di fondamentale importanza in questo momento contro il contagio.

Tutto è finito ieri mattina, dicevamo, con il blitz della Guardia di finanza che si è presentata all’edicola, dopo aver raccolto le prove di questa vendita truffaldina. Perché le mascherine vendute, in realtà, avevano dei segni precisi, disegnati, uno per uno, dal vicesindaco Nicola Lodi, il giorno prima: un quadratino e un cerchietto agli angoli opposti delle mascherine, l’intero cartone di una cinquantina di pezzi consegnato. E proprio da Lodi è nata questa operazione di polizia: una settimana fa aveva ricevuto diverse segnalazioni sulle mascherine gratuite vendute a 2, 50 euro l’una: per averne certezza ha mandato diversi amici a verificare. Poi, Lodi ha segnalato tutto alla Finanza e insieme hanno fatto scattare il blitz: non a caso anche Lodi ieri mattina vigilava nei pressi, dopo aver verificato che la edicolante poco prima aveva comperato buste in cartoleria; Lodi ha visitato lo stesso negozio, chiedendo buste, tutte esaurite perché vendute alla edicolante. E guarda caso le buste servivano alla edicolante per imbustare una ad una le mascherine dopo aver spacchettato le confezioni contenute nel cartone consegnato dal Comune.

Così gli ispettori si sono presentati, dopo aver contattato i clienti che avevano appena comprato le mascherine, e hanno sequestrato tutto. Lei ha tentato di spiegare, ha balbettato una scusa: «Queste sono quelle che ho comprato e rivendo», asserendo a giustificazione la fattura – in realtà una pasticciata copertura che aggrava la sua posizione – di una partita acquistata nel Bolognese: tutte uguali, nessuno poteva contestare nulla.

Il fiuto del vicesindaco

Invece lo hanno fatto i finanzieri grazie al fiuto e all’escamotage di Lodi, che aveva segnato le mascherine, come si fa di solito con i soldi delle tangenti, per bloccare i “ladri” pubblici. Ultimo ma non ultimo, l’appello: chiunque avesse acquistato mascherine a 2. 50 nella stessa edicola, è invitato a rivolgersi agli uffici della Guardia di finanza. –

Daniele Predieri

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