Bota, il catering è ko Ma con Ca e Butega la spesa è a domicilio
Dai papà rimasti a casa con i figli piccoli che non riescono a fare la spesa all’anziano che non può muoversi. Il servizio prenotazione e consegna a domicilio della spesa allestito dall’azienda di catering Bota e dalle sue consociate è partito a metà marzo con l’apertura del sito “Ca e Butega”. Dal Basso Ferrarese al Polesine (Santa Maria Maddalena, Occhiobello e Polesella), da Francolino a Boara, da Correggio a Ferrara e Porotto, fino a Poggio, Vigarano e Sant’Agostino, il servizio copre un’ampia fetta del Ferrarese, e non solo, grazie all’iniziativa dei tre soci dell’azienda.
Una scelta dettata dalla voglia di farsi da fare e rendersi utili, in un anno che sarà ricordato da Bota come l’anno perduto. «Prevediamo un calo del fatturato fino all’80%, sperando di poter ripartire almeno a ottobre», spiega il referente di Bota, Nicola Tavolazzi. L’azienda di catering è stata colpita al cuore dall’emergenza coronavirus, che ha paralizzato ogni attività proprio nei mesi clou per il loro lavoro, fra turismo, spettacoli e altri svaghi. Basti pensare che gestiscono la Caffetteria del Castello, il pool bar della piscina Beethoven, il bar del Tennis Club all’interno della Cittadella dello Sport, la birreria Hangar allo Spazio Grisù, per non parlare dello stadio Mazza. Inevitabile mettere i dipendenti (una quindicina) in cassa integrazione, ma al tempo stesso i soci si sono rimboccati le maniche e, convenzionati con negozi di zona (un forno, un pasta fresca, una pescheria, una macelleria e una rivendita di frutta e verdura), hanno avviato il servizio, che vede anche la collaborazione - come nel caso delle uova di Pasqua solidali - di Acaref, l’associazione onlus contro l’atassia. Per unire attività a beneficenza. —
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