Sospetti Covid all’ospedale Ad Argenta il dibattito è aperto
Al Mazzolani Vandini e Cento ricoveri di possibili positivi Rinviato ad oggi il colloquio fra il sindaco Baldini e l’assessore regionale Donini
Giornata relativamente tranquilla quella di ieri per Argenta, con pochi casi positivi e - soprattutto - nessuna vittima. Ma non si è tenuto l’annunciato incontro fra il sindaco Andrea Baldini e l’assessore regionale alla sanità, Raffaele Donini. Impegni concomitanti di entrambi hanno fatto slittare l’appuntamento telefonico ad oggi. Ovviamente sul tavolo l’ospedale di Argenta, uno dei temi più importanti di questo periodo (assieme all’omologa struttura centese). Fra l’altro, ieri è stato comunicato il ricovero di tre persone sospette Covid nei due ospedali (due a Cento e una ad Argenta). In realtà, secondo le nuove modalità si tratta di persone che già si trovano nei due ospedali e andranno in isolamento in attesa del tampone. Qualora sia positivo e la situazione fisica non troppo grave, verranno poi spostati a Cona oppure a Lagosanto.
sostegno?
Intanto, sul tema Mazzolani Vandini interviene anche Gabriella Azzalli, consigliere comunale di Argenta rinnovamento: «Il nostro ospedale doveva essere Covid free ma poi ci sono stati problemi. Oggi che, forse, andiamo verso un calo dell’emergenza, la mia riflessione è che quanto accaduto ha fatto capire come tutti i presidi ospedalieri in provincia fossero importanti, perché Cona non basta. E allora, visto che in questi giorni è aperto il dibattito sul Mazzolani Vandini, chiedo perché non si pensa a far ripartire l’ordinario, visto che i cittadini si ammalano anche normalmente, non solo del virus. Potrebbe essere l’occasione per far ripartire i reparti di chirurgia e ortopedia. Spero e auspico che il nostro sindaco Baldini batta i pugni sul tavolo regionale, così fosse sarò la prima a collaborare con lui».
il manica
Intanto, sul fronte residenza Beneficenza Manica, il focolaio più grosso di coronavirus in tutta la provincia, è ancora la consigliera di opposizione argentana ad intervenire: «Che qualcosa non sia andato come doveva è ovviamente evidente a tutti. Ora è giusto aspettare che la situazione si risolva e di quanto accaduto ognuno farà le proprie riflessioni. Ma ho il dubbio che ancora oggi qualcosa non funzioni al meglio. In particolare, sono preoccupata per come si possa separare un vero e proprio reparto Covid all’interno di una rsa. Ci sono troppi positivi al suo interno e poco personale per seguirli. Fra l’altro, mi risulta che sia falso quanto stato detto finora, ovvero che al Manica vi è una copertura infermieristica h24, a me viene detto che ci sono due infermieri al mattino e due al pomeriggio. Ecco, vorrei sapere quale è il rapporto fra operatori e ospiti, perché temo che l’infezione possa ancora allargarsi». —
D.B.
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