Bper chiude la filiale di Bosco Padovani: «Mai interpellato»
bosco MESOLA
Non ci sta il sindaco Gianni Michele Padovani alla decisione, assunta dalla direzione centrale di Bper, di chiudere la filiale di Bosco Mesola e rilancia, invocando un confronto serio e costruttivo, nella speranza che un margine di mediazione sia ancora aperto.
«Non nascondo l’amarezza per aver appreso dai social network – afferma il sindaco – l’intenzione di Bper di chiudere dal 23 maggio prossimo la filiale di Bosco Mesola. Sarebbe stato un gesto di doverosa cortesia riferirlo alle istituzioni del territorio, soprattutto perché la decisione scaturisce in piena emergenza Covid 19».
Padovani ha così messo nero su bianco il proprio disappunto, facendosi interprete della contrarietà del tessuto imprenditoriale locale e non solo della popolazione. «Questo è un percorso che contrasta sia con l’insegnamento che imprese ed istituzioni economiche dovrebbero trarre dal periodo che stiamo attraversando – sottolinea il primo cittadino di Mesola –, ma anche con il ruolo decisivo che il nostro Governo ha affidato al credito, per la ripartenza del tessuto produttivo del Paese».
Nella lettera di protesta alla direzione generale di Bper, con sede a Modena e a quella provinciale di Ferrara, Padovani mette in luce anche i problemi di spostamento (24 chilometri, andata e ritorno dal capoluogo) per i clienti costretti a raggiungere altra filiale, percorrendo, tra le altre cose, una strada statale, la Romea, tra le più densamente trafficate e con il più elevato tasso di incidentalità, a livello nazionale.
LA MOSSA DI FABBRI (REGIONE)
L’appello del sindaco si è già trasferito sul piano politico, attraverso una segnalazione a tutti gli schieramenti rappresentati a livello provinciale. «Parlare con le istituzioni è doveroso – conclude Padovani –, cosa che Bper avrebbe dovuto fare. Dopo la mia segnalazione, ho appreso che il consigliere regionale Marco Fabbri, si è adoperato per redigere un’interrogazione regionale. Spero che Bper voglia cambiare prospettiva, guardando alle aree non metropolitane, all’Italia dei Borghi, in modo diverso, senza escluderle». —
K.R.
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