Dal produttore allo scaffale i prezzi galoppano
L’asparago di Mesola, il “re della tavola”, quest’anno ha un po’ di problemi di mercato a causa dell’emergenza: non è prodotto che si conserva a lungo e ha anche un costo abbastanza alto. Per l’acquirente finale, naturalmente. Per l’asparago di pezzatura normale, venduto in mazzi da 500 grammi dai produttori e quindi senza lavorazione si parla di una media di 1,70 euro al chilo; per la categoria extra, sempre venduto in mazzi da 500 grammi, siamo sui 2,20 euro al chilo, mentre l’asparagina viene pagata circa 0,70/0,80 euro al chilo. Questo quanto viene appunto a chi li produce. L’ortaggio viene poi portato nello stabilimento dove viene lavorato e preparato per ipermercati e negozi. In media, una volta pronto, viene venduto al doppio e quindi a poco più di tre euro (si semplifica molto, le variabili sono tante). Una volta sugli scaffali dei negozi il mazzo da mezzo chilo viene venduto a circa sette euro al chilo, per arrivare anche a dodici nei negozi di frutta e verdura. E non tutti in questo momento possono permettersi cifre del genere.
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