Il virus lascia a terra i colori degli aquiloni Dopo quarant’anni la Vulandra si ferma
Oggi era prevista l’inaugurazione della 41ª edizione del festival Cenci (gruppo aquilonisti): sapremo tornare più forti di prima
il punto
Il coronavirus ha tenuto a terra gli aquiloni. La Vulandra, che proprio oggi avrebbe inaugurato la sua 41ª edizione, è stata annullata a causa dell’emergenza sanitaria, con rammarico degli organizzatori.
Mario Cenci, componente del Gruppo Vulandra, in particolare ha voluto ricordare ai ferraresi quanto la manifestazione ha significato (e significherà) per la città e il suo turismo, affiancando ai voli al Parco Bassani momenti culturali e formativi: in quarant’anni sono stati realizzati 20mila aquiloni; e poi mostre fotografiche ed esposizioni nella sala della Porta degli Angeli, iniziative didattiche come quella che nel 2019 ha coinvolto gli alunni della scuola elementare di Pontelagoscuro, sfociando nella mostra “Storie nel vento e …aquiloni dipinti” alla sala mostre Nemesio Orsatti di Pontelagoscuro.
Quest’anno, continua Cenci, «dopo un iniziale ritardo nella sua programmazione, tutto aveva ripreso a funzionare. Si era ritrovato l’accordo con le istituzioni, si erano decise le giornate del festival, si era scelto l’aquilone per Vulandra 2020, riagganciati gli sponsor e i partners storici, si stava programmando anche la complessa fase logistica e operativa. Tutto procedeva per il meglio, già erano arrivate alcune adesioni importanti nazionali e internazionali quando sono iniziate le note problematiche socio-sanitarie connesse con la presenza del virus Covid 19».
La speranza è stata coltivata per qualche tempo, prima di arrendersi: «Si è tergiversato un po’ sperando in notizie favorevoli poi la decisione di annullare il festival in ottemperanza anche a quanto richiesto dalle istituzioni nazionali».
Così, «le sacche di molti, di tutti gli aquilonisti rimarranno rigorosamente chiuse e i loro aquiloni non voleranno nel cielo di Ferrara per quest’anno, ma ci si augura che ciascuno di noi trovi un attimo, in questi tre giorni per pensare e ringraziare tutte quelle persone (camici bianchi e non) che lavorano in prima linea per la salute di tutti noi».
L’appuntamento, è l’augurio unanime, è solo rinviato, aspettando il momento, prosegue Cenci, «di poter tornare presto a essere liberi di muoverci e a far volare i nostri aquiloni nel cielo». Da qui la promessa «di darci appuntamento al 2021 per una nuova edizione del festival, la 42ª, sperando di poter dimenticare le problematiche del virus, ma continuando ad apprezzare e ringraziare tutte quelle persone di prima linea per il loro attuale lavoro, invitandole idealmente tutte al festival 202 della “Vulandra”». Che è, detto ai non ferraresi, il nostro termine dialettale per indicare l’aquilone ed è di genere femminile. —
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