Triste record, nove decessi in un giorno. XII Morelli piange lo storico gommista
A Dosso addio al volontario. Deceduto l’ex presidente della Confraternita di Comacchio, non c'è tregua per l'Argentano
ferrara. Il giorno peggiore. Nella giornata di ieri (2 aprile) sono ben 9 le vittime del coronavirus nella nostra provincia, dieci se aggiungiamo un nostro conterraneo emigrato in Liguria. Un numero altissimo, con un solo decesso di ieri, gli altri otto sono di mercoledì.
XII Morelli
«Mio padre era un grande. Impossibile non volergli bene». Difficile per Nicola, nascondere il dolore per la scomparsa del padre, Ezio Gallerani di 65 anni, il “gommista” di XII Morelli. Gestiva con il figlio e la nuora Michela la Gallerani Gomme in via della Canapa 11, a Cento, attività di rivendita e riparazione pneumatici per auto, moto, ecc. Si è spento mercoledì sera nel reparto di terapia intensiva di Cona, dov’era ricoverato dal 20 marzo contagiato da Covid-19. Noto in tutto il Centese, ma anche apprezzato per il carattere, sempre allegro e gioviale e per la sua professionalità. Portava avanti l’autofficina avviata dal padre nel 1966: Ezio ha seguito per oltre 50 anni i suoi clienti, garantendo qualità, sicurezza ed efficienza.
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Difficile per il figlio raccontare il calvario vissuto dal padre, terminato con la telefonata del suo decesso: «Vorrei che tutti lo ricordassero per com’era, per la persona speciale che era, una persona entusiasta della vita e che amava il suo lavoro, non per quello che ha vissuto da quando è stato ricoverato per Covid-19. Era legatissimo alla famiglia e al suo lavoro, quello di una vita». Ezio Gallerani lascia la moglie Anna, per tutti Edi, Nicola, Michela e l’adorata nipotina Carlotta. La sua morte lascia un vuoto profondo a XII Morelli, dove l’uomo viveva con la famiglia. Tanti i messaggi di cordoglio e vicinanza e le testimonianze di affetto per la scomparsa di un uomo che nella comunità lascia un segno indelebile.
dosso
Sempre a Cona e sempre mercoledì, ma alle 16, è deceduto a 83 anni Abele Minghini, infaticabile volontario di Dosso. Per lui patologie pregresse concomitanti, «ma era sempre stato bene – ci dice la moglie –, andava ogni giorno in bicicletta da Dosso a Cento, faceva sport ed era sempre pronto ad aiutare tutti». Minghini nelle scorse settimane era stato sottoposto a intervento chirurgico all’ospedale di Cento. Non pareva invasivo, «ma si è rivelato più pesante del previsto. Poi all’ospedale è stato sottoposto a tampone, risultato positivo e la notte del 9 aprile è stato spostato in terapia intensiva a Cona; io non l’ho più visto...».
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Minghini era conosciuto a Dosso: dopo una vita da operaio alla Fiat a Cento, aveva iniziato a frequentare il campo sportivo del suo paese, diventando il barista nelle gare interne. Ma si dava da fare in tante cose per il paese, dalle feste di paese al carnevale. E lo scorso 6 gennaio aveva vinto la gara dei presepi di Terre del Reno con un presepe dentro la tv. Oltre alla moglie, lascia i figli Massimo e Marisa, nuora, genero e nipoti.
Pilastri
Nuovo lutto nella frazione matildea: ieri all’1di notte è morto Alessandro Rossi, 92 anni. Da alcuni anni era ospite del polo sociosanitario di Bondeno; era stato ricoverato a Cona ad inizio marzo ma, in seguito al peggioramento delle condizioni cliniche, il 12 aprile s’era disposto il suo trasferimento al Delta. Era il fratello maggiore di Gian Enrico Rossi, che si occupa ormai da anni della manutenzione dell’illuminazione pubblica di Bondeno. Una famiglia particolarmente conosciuta e stimata la sua. Alla quale il sindaco Simone Saletti – esprime il suo «cordoglio per la perdita di un proprio congiunto, legato alla sua comunità. La frazione di Pilastri ha registrato alcuni casi, probabilmente, per il fatto di confinare con zone particolarmente colpite nella prima fase dell’epidemia. Ma vorrei tranquillizzare sulla situazione del polo sociosanitario, in quanto le istituzioni sanitarie tengono controllati ospiti e operatori».
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Rossi, originario della località di Lezzine vicino Pilastri, lascia la moglie Dima, la figlia Rossana e i nipoti. Le esequie si svolgono oggi in forma privata, con ultima viaggio al cimitero di Pilastri.
COMACCHIO
È deceduto mercoledì alle 21, un’ora dopo il trasporto dall’hospice di Codigoro al Delta, Aligi Barillari di 96 anni, storico presidente della Confraternita San Vincenzo De Paoli. È il più anziano, 96 anni fra le 9 vittime comunicate ieri. Andato all’hospice per varie patologie concomitanti, era stato sottoposto alla prova del tampone martedì, dopo che un compagno di stanza era risultato positivo. «Intorno alle 20 di mercoledì mio zio – ricorda il nipote Mario Melloni –, era stato trasferito a Lagosanto, perché l’hospice doveva essere chiuso per la necessaria sanificazione, dopo la scoperta dei positivi fra cui lui. Era molto grave e dopo un’ora è deceduto al pronto soccorso. Ha dedicato tutta la sua vita alla Confraternita, anche dopo che aveva lasciato la presidenza, per assumerne il ruolo di consigliere spirituale».
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Impegnata fattivamente in attività caritatevoli e di solidarietà, attraverso l’aiuto a persone sole e a famiglie disagiate , la Confraternita in laguna è una realtà radicata con il tessuto sociale e religioso locale, di cui Barillari è simbolo. L’uomo, conosciuto e stimato da più generazioni di comacchiesi, era rimasto vedovo nel 1979, sposando in seconde nozze Franca Bellotti, morta alcuni anni fa. Il saluto si tiene in forma oggi in forma privata alla camera mortuaria dell’ospedale, poi l’ultimo viaggio al cimitero di Comacchio.
Le altre vittime
Argenta sempre protagonista purtroppo in negativo del bollettino. È morto un uomo di 81 anni di Copparo, arrivato dal Delta al Mazzolani Vandini il 13 aprile, deceduto mercoledì alle 17.30 per patologie concomitanti. Altre due vittime della casa protetta Villa Aurora di San Nicolò: una donna di 90 anni di Argenta entrata a Cona il 13 aprile e morta mercoledì alle 15.30; una donna di 87 anni sempre di Argenta, entrata a Cona il 17 e morta mercoledì alle 13. Deceduta anche una donna di 72 anni di Argenta, entrata a Cona il 16 e morta mercoledì alle 23: ex infermiera all’ospedale argentano, lascia due figli e i nipoti; era vedova dell’ex titolare della Jolly Auto di San Biagio. Morto un uomo di 83 anni di Tamara (famiglia originaria di Saletta), entrato al Delta il 31 marzo per altre patologie proveniente dalla casa protetta Capatti di Serravalle (dove non vi sono comunque casi sospetti), dove aveva da poco preso la residenza. Lascia i nipoti e un fratello. Sempre ieri è giunta poi la notizia della morte di un uomo di Ruina deceduto a San Remo, dove si era trasferito da anni con la famiglia. Dopo i funerali sarà tumulato nel cimitero del suo paese d’origine. —
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