Unione, Copparo valuta l’uscita «Zero risposte alle proposte»
Il nodo del contendere resta lo statuto: studio di fattibilità per capire gli scenari Pagnoni: abbiamo chiesto inutilmente di parlare, il bilancio l’ultima goccia
COPPARO
“La Commissione ragioneria ha trattato anche la ratifica di tre delibere di giunta comunale di variazione al bilancio di previsione, adottate d’urgenza. La prima relativa a 29mila euro di economie del capitolo personale, impiegate per un terzo in lavoro flessibile, quindi nell’acquisto di servizi di comunicazione e marketing e nell’attivazione del capitolo relativo al Programma incarichi di studio, di ricerca e consulenza, per la nomina di un professionista, selezionato mediante pubblica evidenza, nel caso si prospettasse la necessità di approfondire con uno studio di fattibilità la presenza del Comune di Copparo in Unione, o la sua riorganizzazione”. Questo il comunicato diramato dall’amministrazione comunale copparese, un’altra spallata a Terre e Fiumi, dopo il botta e risposta dell’ultimo consiglio.
«Nulla di segreto - precisa il sindaco copparese Fabrizio Pagnoni -, solo la logica conseguenza di quanto non è stato fatto da quando si è sciolta la commissione statuto a oggi».
l’inattività
Come si sa, l’Unione deve rivedere lo statuto, essendo ancora quello originario, ossia con sei aderenti mentre ora sono tre (Copparo, Riva del Po e Tresignana). È nota la volontà di Copparo di avere maggiore rappresentanza, in virtù dell’oltre 50% di abitanti del territorio in questione. «Da quando sono sindaco la nostra amministrazione avanza la medesima richiesta; visto che inizialmente se ne parlava nell’ultimo bilancio comunale approvato non abbiamo inserito voci specifiche. Poi sappiamo come è andata, il 27 dicembre la commissione è scaduta senza alcuna proroga e anche in occasione del compleanno di Terre e Fiumi in febbraio, dopo lungo silenzio, abbiamo rifatto le nostre richieste, senza ricevere controproposte. Ecco perché a Copparo abbiamo allestito due tavoli di lavoro: uno per restare in Unione e uno nel caso dell’uscita. Per quest’ultimo caso, sapendo che lasciare Terre e Fiumi comporta conseguenze notevoli, abbiamo deciso di affidare l’incarico a professionisti per uno specifico studio di fattibilità, per capire quali scenari si aprirebbero per noi».
il bilancio
Altro nodo il bilancio appena provato in Unione, al quale hanno votato no sia la maggioranza di Copparo che le minoranze di Riva del Po e Tresignana: «Avevamo chiesto di rimandare, proprio per ragionare prima sullo statuto. Pareva che ci fosse questa volontà, poi è arrivato il Covid e nell’ultima giunta “fisica” di Terre e Fiumi il presidente (Zamboni; ndr) ci ha presentato un documento nel quale si diceva che il bilancio andava votato per forza, anche se proprio per l’emergenza si poteva aspettare senza rischiare il commissariamento. Ebbene, una volta presentato il bilancio troviamo le stesse cose previste già a fine 2019 e nessun riferimento all’attuale emergenza, dalle multe azzerate tra un velox chiuso e l’altro fermo per il blocco della circolazione, alle maggiori spese fra computer per lo smart working, lavoro straordinario della Polizia locale e l’acquisto dei Dpi. Credo sia giunto il momento - chiude Pagnoni - di aggiornare la situazione e non mi riferisco solo allo statuto». —
D.b.
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