Dubbi sull’uso dell’edificio Negati i contributi del sisma
BONDeno
La richiesta di contributi per la ricostruzione post-sisma di un privato non è andata a buon fine. I documenti erano stati presentati nei tempi ma, non sono stati sufficienti a stabilire l’utilizzo dell’immobile produttivo ad uso agricolo, prima del sisma. Per queste ragioni, la pratica ha ricevuto il diniego del Mude. Poiché gli uffici tecnici comunali non hanno potuto verificare la rimozione degli “elementi ostativi” all’accesso dei finanziamenti per la ricostruzione.
i fatti
La lunga vicenda è partita dal dopo-sisma, quando erano stati presentati i documenti necessari per l’accesso ai contributi per la ricostruzione di un edificio privato.
Durante l’istruttoria della pratica, tuttavia, non fu possibile dimostrare il reale utilizzo dell’immobile, che si compone di una minuziosa analisi di vari elementi. Quali, ad esempio, contratti di locazione, intestazione delle utenze, ricevute delle stesse e così via. Di fronte alla richiesta di documenti ulteriori per corroborare la tesi dei tecnici di parte privata, questi ultimi avevano inviato varie documentazioni, nel corso del 2019, contenenti osservazioni specifiche nel merito del procedimento in corso.
Al riavvio dell’istruttoria, però, si è evidenziata «la permanenza degli elementi ostativi all’accoglimento dell’istanza», in quanto non sarebbero pervenute agli uffici competenti «dimostrazioni oggettive relative all’utilizzo dell’immobile» prima del sisma.
il provvedimento
Questo è quanto contenuto in un’ordinanza firmata dal sindaco Simone Saletti, attraverso la quale si è proceduto al diniego e all’archiviazione della pratica, e con essa alla decadenza dei contributi per la ricostruzione.
Si è concluso dunque così il procedimento, che è proseguito nel suo iter con il lavoro paziente degli uffici tecnici, nonostante l’emergenza coronavirus abbia costretto ad una riorganizzazione del lavoro del personale. «L’ufficio Mude – osserva il sindaco Saletti – sta lavorando anche in questa fase emergenziale dovuta al “coronavirus”, per procedere con la liquidazione del Sal (ovvero, lo Stato avanzamento del lavori; ndr)». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google