«Aumentano le insolvenze e le cause di fallimento Situazione critica a Ferrara»
Il curatore e commercialista Pincelli traccia un cupo quadro economico «Le banche sono chiamate ad erogare con più slancio alle imprese»
Il punto
«La situazione è critica, ma ancora non conosciamo l’onda lunga che si abbatterà dopo questa brusca frenata e dobbiamo prepararci al peggio, cercando di contenere i danni e ripartire, adeguandoci ai grandi cambiamenti che questa epidemia ci costringerà a fare. Solo così riusciremo a rimetterci in marcia, altrimenti sarà davvero una tragedia».
Non vede certamente un quadro roseo per il futuro Aristide Pincelli, curatore fallimentare e noto commercialista di Ferrara, abituato a risolvere crisi economiche di società e persone fisiche.
«Ancora l’entità della crisi che continua a produrre questa emergenza sanitaria non la conosciamo a fondo - puntualizza Pincelli - qualcosa di più chiaro lo si conoscerà dopo il 30 giugno. Attualmente le cause fallimentari sono ferme o procedono molto a rilento in tribunale, ma intanto aumentano le istanze di insolvenza con le dichiarazioni degli imprenditori che sono arrivati a un punto purtroppo di non ritorno per la loro attività. Ferrara è rimasta meno colpita da questa situazione rispetto ad altre realtà, sia per il numero dell’incidenza dell’epidemia, minore rispetto a quanto sta provocando in altri territori, ma soprattutto perché a Ferrara ci sono molte meno attività economiche. Rimane comunque un campanello dall’allarme serio proprio lo stato di insolvenza che appena possibile si concretizzerà in numerosi stati fallimentari. Al momento siamo fermi anche con le aste con le visite alle case, nei prossimi mesi saranno più chiari lo scenario e le conseguenze di questa crisi e purtroppo non c’è da stare allegre. Come uscirne? Sicuramente dovremo cominciare a pensare in un’ottica diversa, tutti e in ogni ambito. Cercare di dare nuovi servizi e parlo degli imprenditori tenendo conto delle sicurezza e del rispetto delle norme sanitarie. Una rivoluzione che rischia di travolgere chi non riuscirà a recepire o a compiere questo cambiamento».
Un altro aspetto fa storcere il naso a Pincelli che in qualità di commercialista in questo periodo sta avviando le pratiche editori per ottenere i prestiti dalle banche.
«Devo constatare -dichiara - che si sta facendo una grande fatica in questo momento per ottenere i finanziamenti che servono per cercare di resistere e uscire da questo crisi. Il sistema bancario dovrebbe essere più elastico e capire che è importante più che mai in questo momento erogare i prestiti alle imprese per evitare una paralisi senza conseguenze.
Purtroppo un fermo così prolungato, con tante persone che sono rimaste senza lavoro per mesi, per Pincelli rischia di compromettere molti bilanci familiari con pesanti ripercussioni su tutto il sistema economico e lo stato sociale. —
Gian Pietro Zerbini
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