L'intervento di Carradori: coordino l’emergenza non dirigo io la sanità provinciale
Il subcommissario nominato per il contrasto locale alla pandemia: «Propongo soluzioni alle cabine di regia, non gestisco anche l’Asl»
FERRARA. A seguito della lettura dei quotidiani ritengo necessarie alcune puntualizzazioni che, in questa fase soprattutto, mettano in evidenza i ruoli di chi è chiamato a gestire l’emergenza nella sanità della provincia. Questo nella speranza che, un po’ come succede nei film, definire i personaggi possa aiutare a capire meglio la storia. Lo sottolineo per evitare di dar vita ad un “immaginario collettivo”, quando invece gli attori e le loro “parti” sono ben definiti nelle leggi e negli ordinamenti nazionali e regionali.
Il ruolo e le mansioni di Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliero–Universitaria di Ferrara (ora Commissario Straordinario, in carica fino al 30 giugno 2020) non sono cambiate nel corso dell’emergenza.
Le mie scelte sono state messe in atto con lo stesso scrupolo organizzativo di sempre, cercando di far fronte al repentino cambio di rotta gestionale imposto dall'avanzare della pandemia. Decisioni, prima di tutto, prese per mettere in sicurezza i pazienti e i dipendenti dell’ospedale che pro tempore dirigo. E contemporaneamente per garantire il miglior livello assistenziale possibile.
L'impegno si è concentrato per dotare il Sant’Anna delle necessarie strumentazioni mediche e affinché non venissero mai meno le scorte di dispositivi di protezione individuale e farmaci.
Il ruolo ricoperto mi ha imposto di compiere azioni e scelte, come quella di distinguere percorsi interni e dividere nettamente reparti e percorsi, di assumere il personale necessario (medici, infermieri ed oss), di agire per ridurre i tempi di processazione dei tamponi (che da oltre un mese nell'ospedale di Cona sono letti in giornata) con l’acquisizione della strumentazione per fare questo nel nostro laboratorio.
Il ruolo e le mansioni del Subcommissario (ruolo non richiesto, nè cercato) non hanno nulla a che vedere con la sovraordinazione rispetto ad altre responsabilità di gestione della sanità provinciale ma sono quelle di «assicurare le necessarie attività di coordinamento e gestione dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione della sindrome da Covid-19, in accordo con il commissario ad acta dott. Sergio Venturi al fine di coordinare le attività nel territorio di Ferrara in caso di necessità e in stretta collaborazione col commissario ad acta Sergio Venturi», così come indicato dalla Regione Emilia-Romagna.
Le azioni compiute da me, quale Subcommissario, sono quelle di evidenziare alle “cabine di regia” di questa emergenza (l’Unità di Crisi e la Conferenza Territoriale Socio Sanitaria) i problemi prioritari e i possibili percorsi per affrontarli, coordinando le scelte di quanti stanno gestendo questa emergenza. Pur mantenendo, ciascuno, le proprie responsabilità istituzionali; in nessun modo, infatti, il Subcommissario può influire con azioni di controllo e di potere sulle decisioni altrui.
Chi si trova oggi ad essere chiamato nella gestione di questa emergenza, come spesso accade nella vita, ha dinanzi a se due strade. L’assunzione delle proprie responsabilità o la ricerca di un capro espiatorio. Per natura e convinzione personale, come è sempre accaduto per quanto riguarda il mio percorso professionale, io scelgo la prima. Questo fa sì che se a me è dato il compito di coordinare e di suggerire ma non di dirigere, io mi attengo doverosamente al mandato ricevuto e rimetto ad altri le decisioni che loro competono.
Certamente, continuerò, come ho sempre fatto, a rappresentare lealmente il mio punto di vista tecnico con quella trasparenza che sono certo gli amministratori locali e gli organi di informazione sono in grado di valutare.
Tiziano Carradori - Subcommissario emergenza Covid-19 per il territorio di Ferrara
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