Centri estivi, la Regione progetta aperture
La vicepresidente Schlein: non lasceremo sole le famiglie, presto le linee guida. Si cercano indicazioni utili per settembre
Vagliare tutte le possibili modalità alternative per riaprire in sicurezza i Centri estivi e garantire alle famiglie l’assistenza nel momento di ritorno al lavoro. È l’ipotesi su cui la Regione Emilia-Romagna sta lavorando ed è stato il tema centrale di un incontro in videoconferenza tra la vicepresidente Elly Schlein, l’assessore alla Scuola, Paola Salomoni, enti locali e province, rappresentanti dei gestori dei servizi, coordinamenti pedagogici territoriali e alcuni esperti. La necessità è evidente: permettere la programmazione dei servizi non appena sarà consentita la parziale ripresa delle attività, garantendo tutte le condizioni per la massima tutela della salute dei bambini e delle famiglie, che saranno individuate dalle direttive sanitarie. «Dobbiamo assolutamente evitare che le famiglie siano lasciate sole ad affrontare la gestione dei propri figli, anche perché non possiamo accettare alcun passo indietro nella conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle donne» è i punto di partenza di Schlein e Salomoni.
I primi esiti di questo confronto sulle modalità alternative di svolgimento dei Centri estivi saranno presentate dal presidente, Stefano Bonaccini, già a partire dalla prossima seduta dell’assemblea legislativa, martedì prossimo. Quanto alle misure di sicurezza e di tutela sanitaria da adottare per consentire lo svolgimento delle attività, la Regione pensa innanzitutto ad una revisione complessiva dei parametri previsti dalla direttiva specifica, emanata nel 2018. Con la riapertura dei servizi, si confermerebbe per il terzo anno il “Progetto per la conciliazione tempi cura lavoro: sostegno alle famiglie per la frequenza di Centri estivi”, che prevede contributi alle famiglie per sostenere il costo delle rette e per i quali la Regione ha già stanziato 6 milioni di euro a favore dei Comuni. Inoltre, la riapertura sperimentale dei Centri estivi potrebbe fornire indicazioni utili per quella dei servizi educativi per la fascia 0-6, a settembre.
Sui servizi educativi per l’infanzia nella fascia 0-3, quella degli asili nido, dall’inizio dell’emergenza la Regione ha stanziato un finanziamento straordinario di 5 milioni di euro, per sostenere i Comuni nel fronteggiare le mancate entrate delle rette e consentire alle famiglie di non pagare per i servizi pubblici e privati convenzionati non resi a causa dell’emergenza sanitaria da Covid19. Sale a 12 milioni e 250mila euro per il 2020 lo stanziamento complessivo per finanziare il sistema educativo emiliano-romagnolo nella fascia di età 0-3 anni. e previsto un incremento di 182.700 euro per i bambini iscritti ai servizi educativi di Comuni montani, e una quota aggiuntiva di oltre 137mila euro assegnati sulla base del numero di bambini con disabilità. 725 mila euro sono destinati alla qualificazione dei servizi educativi. —
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