Chirurgiche, facciali e guanti monouso Ecco come usarli bene
il vademecum
Mascherine, facciali filtranti e altre norme igieniche che negli ultimi tempi sono sempre più entrati nella quotidianità. Non tutto però è idoneo alla vita di tutti i giorni. Le mascherine chirurgiche sono infatti dispositivi medici che servono per ridurre le emissioni dei “droplet”, ovvero le goccioline presenti negli sternuti o nella saliva emessa anche inavvertitamente durante una normale conversazione, nella misura di 5 micron. L’utilizzo nel quotidiano permette quindi di trattenere all’interno della stessa anche eventuali virus che potrebbero trasmettersi nei confronti di altre persone e depositarsi su oggetti di uso comune. I facciali filtranti, meglio noti come maschere Ffp2 o Ffp3 sono invece dispositivi di protezione individuale e quindi destinati ad un utilizzo prettamente professionale. L’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale dovrebbe sempre avvenire attraverso apposita formazione, in modo da spiegare a chi lo utilizza il corretto uso. Nel linguaggio anglosassone sono conosciute con le sigle N95 e N98, in quanto se indossate correttamente riparano la persona al 95% (Ffp2) o al 98% (Ffp3) dell’aria filtrata. Questi tipi di facciali filtranti possono essere muniti di valvole, al fine di migliorare la respirazione da parte di chi li indossa, ma in fase di espirazione viene espulsa “aria sporca” e quindi una scelta di questo tipo danneggia comunque alte persone vicine, oltre a permettere un contagio attraverso le superfici comuni.
Consigliabile lavarsi frequentemente le mani, utilizzando le note soluzioni idroalcoliche in commercio, che fungono anche da battericida. L’uso di queste soluzioni è sconsigliato solamente in caso di mani visibilmente sporche, nel qual caso è necessario asportare prima la sporcizia sfregando accuratamente più volte in tutta la superficie, senza limitarsi al solo palmo.
Un’avvertenza anche sull’uso dei guanti, anch’essi dispositivi di protezione individuale: bisogna saperli usare, saperli togliere correttamente rivoltandoli e vanno comunque cambiati frequentemente. È bene ricordare anche che toccarsi il viso, soprattutto dopo avere toccato superfici sulle quali potrebbero essere presenti batteri, potrebbe essere un potenziale agente infettivo. —
S. B.
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