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Consumi e stagionali in calo Campagna critica per la fragola

Andrea Tebaldi
Consumi e stagionali in calo Campagna critica per la fragola

Salvi (Confagricoltura): la spesa meno frequente penalizza i prodotti freschi Il frutto quest’anno ha un’alta qualità, su tutte le varietà Lycia e Sibilla

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Silvia Salvi, presidente della sezione orticola di Confagricoltura Ferrara, fa il punto sull’andamento stagionale della fragola, primo piccolo frutto a comparire sulle nostre tavole. Lo fa alla luce delle criticità di questo difficilissimo periodo.

Spese “concentrate”

«In Italia, quest’anno si stima una superficie a fragole di circa 3.650 ettari, il 4% in meno rispetto al 2019. La campagna al Sud è stata particolarmente difficile nel mese di marzo, quando per la pandemia si è registrato un calo pesantissimo di consumi. Molteplici i fattori, oltre alle avversità climatiche e al disorientamento generale: la spesa familiare concentrata una volta alla settimana, e sappiamo che la fragola, per sua caratteristica, va consumata nell’arco di qualche giorno, e soprattutto si è bloccato tutto il canale degli acquisti dei ristoranti, bar, mense. In aprile la situazione si è andata normalizzando. Per quanto riguarda le esportazioni, dopo le grandi difficoltà di marzo, causate dal blocco imposto da alcuni Paesi, la situazione è poi migliorata grazie alle linee guida emanate dalla Commissione Europea che, su pressione delle diverse organizzazioni e associazioni, hanno permesso la creazione di corridoi preferenziali per i prodotti agroalimentari. A oggi il prezzo di mercato della fragola italiana è buono; elemento a noi favorevole la minore concorrenza della Spagna che, a causa dell’emergenza, ha sofferto moltissimo nel reperire manodopera».

«In Emilia Romagna – prosegue Silvia Salvi – su un totale regionale di poco più di 390 ettari, l’areale ferrarese destina a questa coltura 205 ettari, dei quali la parte più consistente destinata a vivaio, mentre circa 60 sono gli ettari in pieno campo e in coltura protetta. Sotto serra si sta già raccogliendo e il prodotto risulta qualitativamente molto buono, per polpa ed elevato grado zuccherino. Per la produzione in pieno campo non si registrano danni dalle gelate di fine marzo/metà aprile e dopo un rallentamento dovuto alle piogge e all’abbassamento delle temperature, ci si appresta a raccogliere con un clima ideale per favorirne il consumo. Le fragole che stanno dando ottimi riscontri sono, in Emilia Romagna, Lycia e Sibilla, due varietà del Civ, il Consorzio Italiano Vivaisti, e sempre del Consorzio di San Giuseppe di Comacchio ma ideali per il Sud, la varietà Flavia, che riscontra un alto gradimento per produttività, sapore e bellezza dei frutti e la nuova Parthenope, precoce, altamente resistente alla manipolazione e con frutti esterni alle foglie che la rendono facile da raccogliere».

Sos manodopera

La presidente della Sezione Orticola di Confagricoltura Ferrara chiude con il grande problema che attanaglia il mondo agricolo, la mancanza di manodopera.

«Generalmente non sono marzo e aprile i mesi in cui necessitiamo di maggior manodopera, il clou si raggiunge a fine maggio, nei vivai, negli stabilimenti per la lavorazione di frutta e ortaggi, con il diradamento della frutta e via via con tutti i raccolti. Sarà quindi dai primi di giugno che nelle grandi realtà ferraresi serviranno migliaia di operai agricoli. In agricoltura non possiamo sospendere le produzioni, per riuscire ad andare avanti in questo periodo di emergenza dovremo sostenere sforzi immani per attenerci alle norme dettate dai decreti ministeriali. Siamo in allarme per la carenza di lavoratori stagionali e l’ingente numero di maestranze provenienti principalmente da Paesi come Romania, Albania e Polonia dovrà essere messo nella condizione di lavorare, vivere, spostarsi in assoluta sicurezza. È oggi non domani quindi, che noi produttori agricoli dobbiamo avere, indicazioni certe e sostegno concreto, per continuare a svolgere il nostro importante compito». —

Andrea Tebaldi

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