Ferrara, lo spaccio si riorganizza davanti agli ipermercati
Epidemia e dipendenze: il Sert continua a seguire 1.500 persone nel Ferrarese. Agli utenti conosciuti si sono aggiunti nuovi contatti per effetto dell’isolamento
FERRARA. Il virus fa chiudere scuole, fabbriche e negozi, costringe le persone in casa, ma lascia intatte fragilità e dipendenze. Lo spaccio di droga si è riorganizzato, e i pusher hanno rimodellato la loro attività sulle regole imposte dall’epidemia, andando ad agganciare i clienti (e dando loro appuntamento) nei pochi luoghi “franchi” come davanti agli ingressi degli iper e dei supermercati.
RICHIESTA DI AIUTO
Ma al tempo stesso, come spiega la dirigente del Sert dell’Asl di Ferrara, Maria Luisa Garofani, l’isolamento forzato ha portato con sé anche un legame più stretto tra coloro che soffrono di una dipendenza (alcol, droga o gioco compulsivo) e gli operatori del Servizio. Sono circa 1.500 quelli seguiti nel Ferrarese, ma in questo periodo di quarantena «ne abbiamo intercettati di nuovi che spontaneamente si sono rivolti a noi in cerca di aiuto. La solitudine ha costretto molte di queste persone a guardare in faccia i loro problemi con più lucidità e spesso, nell’impossibilità di soddisfarli, a diventare ancora più consapevoli della schiavitù in cui li riduce una dipendenza».
PUSHER "MIMETIZZATI"
Anche perché gli spacciatori non si sono lasciati fermare dal lockdown. La prima “soluzione”, quella di ricevere gli assuntori a domicilio, si è rivelata presto fallimentare e troppo esposta ai controlli. La contromisura è stata quella di sfruttare le zone in cui è consentita la presenza di persone, a cominciare dagli ipermercati, e “mimetizzarsi” tra coloro aspettano di poter fare la spesa per incontrare i clienti e concludere la compravendita.
I CONTATTI
Ma nemmeno il Sert si ferma e se al momento non può svolgere la normale attività, il lavoro procede comunque da remoto, con telefonate e videochiamate grazie a una rete di contatti per gestire le emergenze: il Distretto Centro Nord (Ferrara e Copparo) risponde al 389 8282365 dal martedì al venerdì dalle 13 alle 16 e il sabato dalle 10 alle 13; il Distretto Sud-Est allo 0533 729737 il martedì e il giovedì dalle 11 alle 15.30 per Codigoro e allo 0532 817544 il mercoledì e venerdì dalle 10 alle 14.30; e il Distretto Ovest (Cento) allo 051 903314 il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 10 alle 13 e il martedì e giovedì dalle 13.30 alle 15.30.
NUOVI BISOGNI
«La domanda di assistenza e ascolto è in aumento, devo dire che per quel che riguarda il gioco d’azzardo patologico non riscontriamo dei picchi di richieste così visibili, ma ci sono ricadute per quel che riguarda l’abuso di alcool. A contattare gli operatori sono soggetti già seguiti da tempo dai servizi, a cui si è aggiunta però una nuova fascia di utenti, emersa proprio durante questa fase di emergenza sanitaria che ha acutizzato il disagio rendendolo però più “lucido” e facile da riconoscere e da ammettere». Gli operatori contattano regolarmente gli utenti a rischio, per monitorare la loro condizione e all’occorrenza, fissano un appuntamento adottando tutte le cautele previste dalle normativa. «L’ascolto in presenza e iol rapporto diretto restano insostituibili - prosegue Garofani - Così, anche quando arriva una richiesta di aiuto da un nuovo paziente, si valuta se è il caso di riceverlo per un colloquio in presenza». —
Alessandra Mura
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
