Binario triste e solitario La stazione è deserta
Uno degli effetti più evidenti che si possono toccare con mano da questa emergenza del coronavirus è la stazione con il suo innaturale silenzio e la mancanza di viaggiatori affannati alla ricerca del treno o che bivaccano nell’atrio e o nella sale d’attesa pronti a salire sul convoglio che li porterà a destinazione. Da quando sono in vigore le restrittive misure per contenere il contagio che limitano all’indispensabile la possibilità di uscire di casa, la stazione è diventata uno dei luoghi che ha perso maggiormente quel senso di assembramento. La stazione di Ferrara, pur piccola e con servizi ridotti, non fa eccezioni.
Azzerato in pratica il numero degli studenti pendolari, pochi i viaggiatori che si devono spostare per motivi di lavoro, sia perché sono sempre più quelli che preferiscono l’uso dell’auto (anche per il calo del prezzo della benzina), ma anche perché è stato introdotto il telelavoro. Di turisti poi non se ne parla. Il risultato è una fortissima contrazione, si parla superiore la 90% dei viaggiatori rispetto all’analogo periodo dello scorso anno. Sono limitate anche le corse e i treni a lunga percorrenza dell’alta velocità. C’è l’edicola aperta, anche se la clientela è ridotta ai minimi termini per il resto sono chiusi il punto di ristorazione, le biglietterie, manca anche il box che dava informazioni ai viaggiatori per Italo. Pure il personale delle Ferrovie è stato ridotto, rimane la Polfer a controllare come sempre con attenzione per evitare intrusioni e atti criminali. È diminuita anche l’intensità della voce dell’altoparlante: “Ferrara, stazione di Ferrara”. In queste settimane va così, specie nei festivi. Binario triste e solitario.
G.P.Z
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