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criteri di scelta nel mirino 

Buoni spesa e tribunali Aperto un fronte Tar si allarga la causa civile

S.c.
Buoni spesa e tribunali Aperto un fronte Tar si allarga la causa civile

Il M5s: precedente in Abruzzo contro le discriminazioni Gruppo di esclusi si unisce al ricorso anti-immigrati

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Tornano nel mirino del M5s i buoni spesa del Comune, a causa dei criteri di distribuzione che privilegiano gli italiani, gli europei e soggiornanti di lungo periodo. Dopo la raccolta di firme con appello al ministro Lamorgese e al prefetto Campanaro per rimuovere il sindaco Alan Fabbri, i deputati Stefania Ascari e Cristian Romaniello brandiscono una sentenza del Tar dell’Abruzzo come precedente da utilizzare contro la delibera ferrarese, in sede politica ed eventualmente giuridica. Il decreto del tribunale amministrativo dell’Aquila, in realtà, annulla la parte della delibera comunale che riserva gli aiuti ai soli nuclei familiari «residenti nel Comune dell’Aquila», sulla base delle linee guida del Dipartimento pari opportunità della presidenza del Consiglio, che esclude esplicitamente quel requisito in quanto potenzialmente discriminante, ad esempio, nei confronti di soggetti ad altissima fragilità come i senza dimora. Per i parlamentari M5s, comunque, questo decreto cautelare è «destinato a fare scuola, i fondi erogati ai Comuni dallo Stato sono destinati a coloro che hanno difficoltà a reperire generi alimentari. Non ammettiamo discriminazioni». Con i criteri decisi dalla giunta ferrarese, insistono, «sarebbero di serie B» categorie come richiedenti asilo, titolari di permesso di soggiorno, lavoratori subordinati solo domiciliati a Ferrara e lavoratori stagionali. Pende anche un’interpellanza del consigliere Tommaso Mantovani.

Sui buoni spesa è aperto anche un fronte giudiziario, cioè la causa civile al tribunale di Ferrara avviata da una coppia di stranieri e dall’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione, anche se nel frattempo i due hanno visto accogliere la loro richiesta di contributo. «Non sappiamo perché il Comune abbia mantenuto la loro posizione e riconosciuto il buono, visto che i due ricorrenti non hanno il permesso di lungo periodo - dice il legale Alberto Guariso - Loro usciranno dal ricorso in via d’urgenza, che sarà discusso il 30 aprile, ma restano per il giudizio di merito a luglio. Resta comunque in piedi anche l’urgenza perché l’associazione e altre sette persone che non hanno ricevuto alcun sussidio chiedono la cancellazione della norma sugli stranieri». C’è un’interpellanza anche su questo caso, da parte di Roberta Fusari (Ac). —

S.c.

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