Caricento, bilancio e Bankitalia Confronto Pallotta-sindacati
Il presidente ha risposto ai dubbi Rsa: conduzione salda, rilancio commerciale Paganini (Cgil): più coinvolgimento dei lavoratori e subito il Piano industriale
Si avvicinano le scadenze assembleari anche per le banche e in provincia i fari sono accesi in particolare per Caricento, che esce da un travagliato cambio di governance ed è ormai alla conclusione della ispezione di Bankitalia, proprio nella cuspide di una crisi economica strisciante già prima del ciclone coronavirus. Delle preoccupazioni dei dipendenti si sono fatti portavoce i rappresentanti sindacali della Rsa che hanno chiesto e ottenuto un incontro con il neopresidente Giuseppe Pallotta. La sintesi che ne riportano i rappresentanti dei lavoratori è complessivamente rassicurante, con alcune ombre per le quali la cartina di tornasole sarà rappresentata appunto dal doppio passaggio bilancio-relazione ispettiva. Sullo sfondo resta il Piano industriale triennale che, dopo il fallimento delle nozze con PopSondrio, sarà impostato sull’autonomia.
note e incontri
Il 7 aprile c’è stata la richiesta d’incontro a Pallotta da parte delle Rsa unitarie, con accenti piuttosto preoccupati su gestione della rete (eravamo tra l’altro in piena esplosione pandemica), vicenda diamanti, prezzo delle azioni, bilanci. Pressante il richiamo all’urgenza del Piano industriale, da adattare peraltro ad una situazione completamente nuova come quella creata dall’epidemia, in quanto la sua elaborazione è partita nel dicembre scorso; e all’esigenza di nuovi investimenti.
Pallotta ha risposto e concesso un incontro che si è svolto il 20 aprile, alla presenza anche del direttore generale Ivan Damiano e della responsabile risorse umane. Le risposte ai dubbi sindacali da parte del presidente in quell’occasione sono state piuttosto nette, e nella successiva informativa delle Rsa al personale, un paio di giorni dopo, traspariva pure una certa sorpresa, in positivo, dei rappresentanti dei lavoratori.
In sintesi: non ci sono incertezze da parte dei vertici della banca, né difficoltà nella catena di trasmissione delle decisioni. Tanto che Bankitalia ne apprezza la conduzione e l’organizzazione. Il bilancio? Ci si aspetta un contraccolpo di operazioni sviluppate in passato, e qui il riferimento alla vicenda diamanti sembra evidente, ma con il focus già orientato verso il rilancio commerciale, con la volontà ribadita di mantenere il ruolo di banca del territorio, e in assenza di necessità impellenti di cessione.
Prime conferme attese sul fronte del personale e delle filiali.
le richieste
In realtà l’attenzione sindacale resta elevata, come testimoniano anche le parole di Samuel Paganini, segretario provinciale Fisac Cgil: «Anzitutto è importante rilevare come sul fronte Caricento i rappresentanti sindacali stiano mantenendo un’unità sostanziale d’intenti e di azione, che è premessa per ottenere risultati. Poi si può sicuramente dire che vorremmo essere messi di più al corrente delle dinamiche e delle decisioni dei vertici. La banca, dopo il fallimento delle trattativa con PopSondrio, non è ferma, sta muovendosi sul territorio ma le prossime settimane saranno molto importanti e l’interlocuzione con i lavoratori è decisiva».
Il rappresentante della Fisac Cgil non entra nel merito della piattaforma sindacale, ma sottolinea anche lui «l’importanza di presentare al più presto il Piano industriale, che sappiamo imperniato sul rafforzamento del gruppo senza alleanze ma che dovrà essere flessibile e rimodulabile in caso emergessero opportunità. Razionalizzazioni della rete? Non abbiamo conferme in merito».
Sul ruolo centrale del Piano industriale aveva peraltro insistito anche il direttore Damiano, subito dopo l’addio all’ipotesi Sondrio. Appare questo il fronte cruciale, al di là dei numeri del bilancio 2019 che fotografano una realtà ormai poco attuale. —
Stefano ciervo
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