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La sfida di settembre Scuole e fabbriche: orari differenziati per trasporti sicuri

Alessandra Mura

Ruzziconi (Federmobilità): i due sistemi devono dialogare Con carichi ridotti mezzi insufficienti per portare tutti i passeggeri 

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il punto

Trasporti, scuole e attività produttive. Per non arrivare impreparati allo spartiacque di settembre con la ripresa (ancora piena di incognite) dell’anno scolastico, questi tre sistemi devono dialogare e arrivare a una sintesi, partendo dall’ambito nazionale e declinarsi poi di provincia in provincia, con il coordinamento delle Regioni.

I mezzi

Lo sostiene con forza Giuseppe Ruzziconi, presidente nazionale di Federmobilità e appena riconfermato amministratore unico di Ami Ferrara. Le tappe di avvicinamento sono già cominciate, settembre non è poi così lontano e i temi in tavola sono tanti e complessi.

A cominciare dalla gestione logistica dei mezzi pubblici: «C’è molto da discutere; si parla di obbligatorietà delle mascherine sia per i passeggeri che per gli autisti, e del mantenimento della distanza di sicurezza. Su questo punto si deve fare leva anche sulla responsabilità individuale, ma al tempo stesso a ogni fermata bisognerebbe individuare una figura che regoli gli accessi sull’autobus, ed eventualmente vieti a qualche passeggero di salire se il mezzo è già troppo pieno».

Altro punto: la sanificazione. «Si sta valutando se sanificare a ogni fine corsa, così come un altro nodo riguarda l’adeguamento dei mezzi con l’installazione di pannelli in plexiglas».

Ma il tema vero, che Federmobilità sta affrontando insieme al Ministro dei Trasporti Paola De Micheli, riguarda il rientro a scuola e le regole da adottare, anche in rapporto agli spostamenti dei lavoratori.

Gli orari

«Si deve ragionare sugli orari delle attività produttive e delle scuole - prosegue Ruzziconi - è indispensabile che questi due sistemi si parlino tra di loro. Perché, a oggi, ponendo come limite massimo di carico il 40% della capienza normale di un autobus, non abbiamo mezzi sufficienti per poter trasportare tutti». Un problema che non si pone ora, se si pensa che a Ferrara- dove abitualmente in una giornata media una corsa trasporta 6.500 persone - il carico si è ridotto fino del 90-95%. Ma si ripresenterà a settembre, con tutti gli interessi, con la ripresa delle scuole e la “convivenza” con gli spostamenti dei lavoratori.

Da qui la proposta di «spalmare gli orari di punta, differenziando gli ingressi sia delle scuole che delle attività produttive per poter consentire ai mezzi pubblici di portare in sicurezza tutti i passeggeri». In tempi normali, tra studenti e lavoratori pendolari le linee extraurbane portano a Ferrara circa 20mila persone, a cui si aggiungono le 28mila del trasporto urbano. «Finora la scuola è stata autonoma nel gestire i propri orari, e i trasporti si adeguavano - spiega Ruzziconi - Non potrà più essere così: il sistema scolastico, quello delle attività produttive devono dialogare insieme con il sistema dei trasporti. Solo così si potrà affrontare la fase della riapertura di settembre».

L’alternanza

Riapertura che, a sua volta, è suscettibile a variabili, sulla base dell’andamento dell’epidemia: «All’attenzione resta naturalmente la possibilità del lavoro e della didattica da casa, stabilendo linee generali che andranno poi modulate sui territori, con il coordinamento delle Regioni e il coinvolgimento dei sindaci - ribadisce il presidente di Federmobilità - A livello territoriale si deve stabilire come possono organizzarsi le scuole, anche sulla base delle dimensioni delle città e delle caratteristiche degli istituti scolastici e la loro capacità di garantire il giusto distanziamento. Una delle ipotesi è quella di una gestione mista di didattica a distanza e in presenza: metà dei ragazzi a casa e l’altra metà in classe, a turni alternati settimanali».

Non meno importante il tema della mobilità sostenibile, con il potenziamento delle piste ciclabili e dell’utilizzo delle due ruote. Ma a questo capitolo Ferrara si è già portata avanti. —

Alessandra Mura

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