Opere pubbliche, ok parziale Bulgarelli: ma solo in sicurezza
«Quando ripartono i cantieri edili? È una domanda da mille punti». Fabio Bulgarelli, uno dei più noti costruttori ferraresi, è ingegnere. Ma in questo periodo si è dedicato a esercitare le arti dell’indovino. Ancora ieri pomeriggio era appeso alle decisioni della cabina di regia che riunisce Governo, Regioni ed Enti locali. Alla fine, su spinta proprio delle Regioni ma con i sindacati contrari, la riapertura odierna, se si garantisce la sicurezza, riguarderà solo le opere pubbliche relative a dissesto idrogeologico, edilizia scolastica, residenziale pubblica e penitenziaria. Per il resto via libera il 4 maggio.
«Come se le imprese fossero semplici prese di luce da attivare – osserva Bulgarelli –. Ma non è così, serve prepararsi, mica è possibile improvvisare tutto all’ultimo minuto. Anzi, sa cosa le dico? Che io farò ripartire i miei lavori solo quando saremo messi nelle condizioni di operare in piena sicurezza».
PRotocollo e realtà
Venerdì rappresentanti delle aziende edili, dei sindacati, Governo, Anci, Upi, Rfi e Anas hanno siglato un protocollo (integrando quello firmato nel mese di marzo) che fissa regole e obblighi per il datore di lavoro e per i dipendenti: orari differenziati per favorire il distanziamento sociale, mascherine, dispenser, misurazione della febbre, accessi specifici per i fornitori esterni.
Vista dal lato imprenditoriale, qualche problema c’è. «Un conto – dice Bulgarelli – è sanificare luoghi chiusi come laboratori e fabbriche, un altro è farlo in cantieri all’aperto, che peraltro in teoria dovrebbero essere meno a rischio. Poi le mascherine: quelle specifiche per l’edilizia sono introvabili e voglio vedere, tra un mese, quando ci saranno 30 gradi, con gli operai sui tetti che dovranno utilizzarle più di una al giorno». I costruttori mettono in conto un aggravio dei costi, da affrontare ridiscutendo i termini contrattuali con il committente. E spunta anche, osserva Bulgarelli, una eventuale responsabilità imprenditoriale non da poco: «Equiparare infortunio sul lavoro e contagio Covid ci penalizza, anche perché sarà molto difficile accertare e certificare che la malattia è stata effettivamente contratta nel cantiere».
mercato in frenata
Quella che comunque si affaccia, al di là delle date, «è una ripresa in condizioni molto difficili – sostiene Bulgarelli –, basti dire che quasi tutti i fornitori hanno le loro attività tuttora ferme. E il mercato non sarà semplice, le previsioni andranno viste tutte al ribasso e io non sono certo ottimista nel breve periodo». A Ferrara l’immobiliare sarà caratterizzato da una frenata: «Soprattutto per gli edifici di medio-basso valore sconteremo il fatto che gli studenti dell’Università non torneranno in città prima di un certo tempo. Mentre potrebbe esserci – prefigura l’imprenditore edile – un ritorno alle case di pregio e alla villetta con giardino». —
Fabio Terminali
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